La maggioranza continua ad utilizzare ambiguità e tatticismi vari, rinviando il Consiglio regionale sulla questione dei vitalizi. Rinvio che probabilmente nasconde anche la volontà di coprire le spalle ad ex consiglieri che potrebbero presentare le domande nella giornata di oggi per trasformare il vitalizio in diritto acquisito.
Lo dicono i componenti del comitato per il referendum per abrogare i vitalizi Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento, Donato Lettieri.
Che aggiungono: "I fatti ormai sono inconfutabili. A distanza di un mese dal varo della legge 57 del 30 dicembre 2025 non solo non si è data dimostrazione di coerenza alle proprie affermazioni, a partire dal presidente della Regione Vito Bardi, dal presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e dall'assessore Pasquale Pepe che hanno affermato la loro contrarietà alla norma.
Senza contare che resta un mistero come sia stato possibile presentare un emendamento anonimo, vietato dalla norma regionale e dall’iter legislativo. E qui è evidente che c’è una responsabilità del funzionario e dirigente preposto del Consiglio regionale, oltre che dell’opposizione che doveva opporsi al fatto che potesse essere messo ai voti un emendamento anonimo.
Ma la cosa che vogliamo gridare a gran voce è che ancora non è arrivata nessuna risposta dalla consulta e dall'ufficio di presidenza sul rendere praticabile il referendum non solo per questa legge ma anche per le altre. È un diritto di tutti i lucani poter ricorrere all’istituto referendario ogni qualvolta si ritengano sbagliate o dannose norme e leggi approvate dal Consiglio. Si chiama democrazia.
Se le cose dovessero rimanere invariate, invieremo esposto alla Corte dei conti per illegittimità ed eventuale danno erariale.










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