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CGIL BASILICATA: “NO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. VERTENZA BASILICATA ALL’ATTENZIONE DEL GOVERNO NAZIONALE”

Assemblea generale per la Cgil Basilicata, riunita a Potenza. Nel corso dell’incontro il sindacato ha tracciato un perimetro di resistenza netta contro la riforma della Giustizia, ponendo al contempo le basi per una mobilitazione che punta a portare la "Vertenza Basilicata" sui tavoli romani.

All’incontro, che ha visto la partecipazione del segretario nazionale Christian Ferrari, sono intervenuti Rosa Larocca (presidente ANM Basilicata) e Massimo Oriolo (portavoce del Comitato “Avvocati per il No”).

Al centro del dibattito il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Il segretario generale della Cgil lucana, Fernando Mega, ha spiegato come la posta in gioco sia più alta della separazione delle carriere.

"Siamo di fronte a un disegno politico che vuole mettere in discussione l’esistenza stessa della Costituzione," ha dichiarato Mega.

Secondo la Cgil, la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e di un’Alta Corte disciplinare, insieme al sorteggio dei componenti, rischia di minare l’indipendenza dei giudici, rendendoli più vulnerabili alle pressioni del potere esecutivo. "L'indipendenza della magistratura è il freno che impedisce al potere di agire fuori dalle leggi," ha ribadito il segretario, legando questa battaglia a quella contro la recente riforma della Corte dei Conti, che secondo il sindacato favorirebbe sprechi e opacità nella gestione delle risorse pubbliche.

Accanto ai temi costituzionali, l’Assemblea ha affrontato la crisi economica e occupazionale del territorio. Mega ha puntato il dito contro l'inerzia della giunta regionale, sollecitando l'apertura formale di una "Vertenza Basilicata" presso i ministeri competenti.

I nodi sul tavolo sono critici e urgenti: il futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi e dell'indotto; la gestione delle estrazioni petrolifere e la tutela dell'occupazione; il caso SmartPaper e le incertezze dei lavoratori; i ritardi sull'Alta Velocità e la messa a terra dei progetti PNRR per sanità e welfare.

"Nonostante i nostri appelli, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione," ha lamentato Mega. "Non ci arrenderemo. La nostra mobilitazione territoriale si unirà a quella nazionale della Cgil per il Mezzogiorno."

 


 

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