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LISTE DI ATTESA: PER L'USC LA SITUAZIONE NEL VULTURE MELFESE È DRAMMATICA

LISTE DI ATTESA: PER L'USC LA SITUAZIONE NEL VULTURE MELFESE È DRAMMATICA

Liste di attesa: dall'Usc, Unione sanità Convenzionata, riceviamo un report sulla situazione nel Vulture Melfese, basato su una rilevazione empirica relativa al mese di gennaio 2026, di cui pubblichiamo ampi stralci e che configura la situazione come drammatica.

La relazione si basa sulle prestazioni del Pingla (piano nazionale di governo delle liste di attesa) . Il Pingla "si propone di condividere un percorso per il Governo delle Liste di
Attesa, finalizzato a garantire un appropriato, equo e tempestivo accesso dei cittadini ai servizi sanitari. PREVEDE: la definizione e l’applicazione di “percorsi di tutela” ovvero
percorsi di accesso alternativi, qualora venga superato il tempo massimo di attesa della Classe di priorità, con specifica procedura che permette al paziente la possibilità di ricevere la prestazione presso un erogatore privato accreditato nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente, con costi a carico del SSR".

"L’indagine è stata condotta in modo empirico per testare le liste di attesa reali su 13 prestazioni di specialistica ambulatoriale fra quelle indicate come “critiche” dal PNGLA alla data del 26 gennaio. Si è proceduto quindi a contattare il CUP regionale della Basilicata per prenotare le varie prestazioni con codice di priorità B, D o senza priorità, ovvero le situazioni più rappresentative delle richieste fatte dai pazienti, chiedendo la prima data disponibile nell’area del Vulture-Alto Bradano.

Fra tutte le prestazioni richieste per l’area del Vulture Alto Bradano solo una è risultata disponibile in arco di tempo adeguato. Per 8 di esse non c’erano date! (Ricordiamo che chiudere le agende è vietato dalla legge!). Per le rimanenti 4 sono risultati tempi di attesa abbondantemente oltre i tempi massimi previsti."

Per l'Usc, in base ai dati della rilevazione emprica: "Quando i tempi di attesa sono superiori a quelli individuati dal PNGLA, il sistema sanitario non garantisce i LEA, con tutte le conseguenze sulla salute del cittadino; Le liste di attesa sono all'origine delle diagnosi tardive e quindi degli effetti, spesso infausti, per la salute e la vita stessa dei cittadini; Le liste di attesa sono una "tassa" aggiuntiva sulle fasce di popolazione meno abbienti, obbligano a sostenere costi pur di potersi curare; Sono altresì, il principale motivo per la rinuncia alle cure".

L'Usc denuncia che "Dai dati ufficiali non emergono tutte queste criticità, soprattutto sulle prestazioni con classe di priorità B (breve)". Come mai? Forse impedendo la prenotazione quando non c'è disponibilità immediata, il sistema maschera i reali tempi di attesa?"

L'Usc ha anche presentato i dati di un sondaggio "sottoposto on line a libera partecipazione. È stato chiesto alle persone se negli ultimi 3 mesi avessero cercato di prenotare delle prestazioni con ricetta SSN tramite CUP e, nel caso la risposte fosse stata si, con quali risultati.

Su 202 persone che hanno detto di aver provato a prenotare solo il 9,4% ha detto di aver trovato una risposta adeguata. Il resto ha lamentato tempi troppo lunghi nel 56,4% dei casi, sede proposta troppo lontana 8,4% e, il dato più grave, il 17% si è sentito rispondere che non c’erano date disponibili!"

 

 


 

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