Mettere il lavoro al centro dell’agenda politica regionale con soluzioni concrete. Con questo obiettivo, i consiglieri regionali Piero Lacorazza, Roberto Cifarelli e Piero Marrese hanno illustrato tre proposte di legge nate per rispondere direttamente alle crisi industriali che attraversano il territorio attraverso l'introduzione del salario minimo negli appalti regionali, il contrasto al dumping contrattuale e nuove misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le tre proposte presentate toccano i nervi scoperti dell'economia lucana: “Misure per la sicurezza del lavoro e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nei contratti pubblici regionali”; “Proposta di legge di iniziativa regionale rivolta alle Camere (comma 2, art. 121 della Costituzione) concernente le disposizioni per l’istituzione del salario minimo”; “Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Basilicata”, quest’ultima sottoscritta da tutti gli esponenti del centrosinistra.
«Abbiamo messo la spalla sotto la statua delle crisi regionali», ha esordito il capogruppo dem Piero Lacorazza, descrivendo il supporto dato alle vertenze industriali, da Stellantis alla Tiberina. «Non siamo rimasti nei salotti: siamo stati sui pullman scomodi dei pendolari e davanti ai cancelli. Ora attendiamo che il Governo nazionale e quello regionale traducano questo supporto in fatti». Lacorazza ha poi posto l'accento sulla scadenza della concessione ENI nel 2029 e sulla necessità di sicurezza in Val d’Agri: «La postazione del 118 deve stare vicino ai lavoratori in un’area a rischio incidenti rilevanti».
Duro affondo dal consigliere Roberto Cifarelli, che ha rivendicato l'iperattività della minoranza (27 Pdl prodotte in due anni) a fronte di quella che definisce l'inerzia della Giunta: «Opporsi al Governo Bardi è complicato perché ci si oppone a qualcosa che non esiste. Non c'è un Piano strategico, non c'è il Piano sanitario e manca persino il bilancio 2026». Cifarelli ha poi rilanciato il tema dello smart working per i dipendenti regionali: «La Regione dia l'esempio, permettendo di lavorare dalle zone di residenza per evitare viaggi costosi e pericolosi».
Secondo Piero Marrese, capogruppo di Basilicata Democratica, i dati del PIL (che vedono la regione al penultimo posto in Italia) sono la prova del fallimento della programmazione attuale. «Il Governo regionale è presente solo quando risponde alle nostre sollecitazioni. Con queste proposte vogliamo restituire dignità al lavoro in tutti quegli enti dove la Regione ha competenza diretta o di controllo».














