Stress idrici prolungati, invasi sono soggetti a forte variabilità, reti colabrodo, infrastrutture risultano in larga parte obsolete. E ancora, capacità di accumulo delle acque meteoriche molto bassa, e scarsa resilienza. Questi alcuni dei temi chiave affrontati nel convegno-dibattito organizzato al park Hotel di Potenza da Cia, Cgil e Legambiente.
Per il segretario Cgil nazionale Luigi Giove "la crisi idrica è una crisi strutturale che risente dei cambiamenti climatici ma purtroppo risente anche di una forte carenza infrastrutturale. La scarsità di manutenzione e perdite idriche vanno affrontate facendo degli investimenti e pensando al futuro. L'acqua è un bene essenziale non solo dal punto di vista dei diritti di cittadinanza delle persone ma anche per lo sviluppo di questa regione. È la premessa per lo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria e più in generale è la premessa per evitare l' ulteriore spopolamento di questa regione. Al Governo chiediamo di mettere a terra le risorse a disposizione e un investimento sulla governance" .
La segretaria Cgil Potenza, Silvia Bubbico: "I marcati interventi relativi alle prescrizioni del servizio nazionale Dighe sulla portata volumetrica degli invasi, il 70 per cento di dispersione idrica nella città di Potenza, i mancati collaudi degli invasi e i lavori per consentirli, la messa in sicurezza degli invasi, la manutenzione e le opere di interconnessione della rete idrica. Queste sono per noi le priorità da affrontare"
Il direttore generale di Acquedotto Lucano Luigi Cerciello Renna: "Si deve guardare al futuro in un'ottica di sinergia istituzionale, che peraltro è proprio l'approccio di questo convegno. Serve sinergia perché la frammentazione delle competenze potrebbe essere un limite operativo e a questo si risponde con un lavoro di squadra".
La strategia individuata da Cia, Cgil e Legambiente si fonda su cinque assi strategici: infrastrutture moderne e interconnesse; rifunzionalizzazione degli invasi, ammodernamento delle reti, completamento delle opere incompiute, interconnessione degli schemi idrici, manutenzione strutturale delle infrastrutture. Eefficienza e risparmio – riduzione delle perdite di rete, recupero delle acque meteoriche, accumuli locali, gestione programmata delle disponibilità idriche. Integrazione acqua–energia, uso delle infrastrutture idriche come piattaforme multifunzionali: micro-idroelettrico, fotovoltaico su invasi, autonomia energetica dei consorzi e riduzione dei costi di gestione. Riuso delle acque reflue, sviluppo di sistemi di affinamento e riutilizzo sicuro delle acque depurate per l’ agricoltura, riducendo la pressione sugli invasi. Manutenzione continua, equità territoriale, cura dell’ acqua e del reticolo idrografico, sicurezza delle dighe, pari accesso all’ acqua tra territori, coesione sociale e riduzione dei divari.













