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GIUSTIZIA: FORZA ITALIA PRESENTA IL COMITATO DEL SÌ AL REFERENDUM

GIUSTIZIA: FORZA ITALIA PRESENTA IL COMITATO DEL SÌ AL REFERENDUM

Non è un attacco all’indipendenza della magistratura. I vertici regionali di Forza Italia ci tengono a ribadirlo: il prossimo Referendum sulla giustizia non vuole in alcun modo essere una sottrazione di libertà e “chi dice il contrario dice il falso.

Piuttosto non deve succedere che il giudice, come l’arbitro di una partita, indossi la maglia di uno dei giocatori in campo”. 

A dare voce all’avvio della campagna per il “Sì” al prossimo Referendum sulla giustizia è Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme istituzionali e segretario regionale di Forza Italia Basilicata. Accanto a lei il presidente della Regione, Vito Bardi, l’assessore al Lavoro Francesco Cupparo e poi i vari rappresentanti del partito lucano che, dalla sede di via del Gallitello a Potenza, hanno chiesto ai cittadini di informarsi e votare convintamente “Sì” al prossimo referendum. “E noi faremo la nostra parte – ha detto Cupparo – spiegando le nostre ragioni quasi porta a porta”. Perché questo Referendum per Forza Italia èimportante quasi più di una campagna elettorale per le Politiche, “perché si decide la vita dei cittadini. Non deve più succedere che qualcuno si ritrovi svegliato alle 4 del mattino dalle forze dell’Ordine messo in manette e distrutto dal punto di vista della reputazione e poi, dopo cinque anni, si stabilisce che quell’arresto non andava fatto”. 

Quello che si va a votare in questo Referendum è la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Una riforma concepita – spiega Forza Italia – per garantire maggiore indipendenza tra chi accusa e chi giudica. “In tal modo il giudice diventa un arbitro terzo e si evitano condizionamenti reciproci. Al contrario di quello che dice oggi la sinistra, sarà rafforzata l’autonomia della magistratura e il pubblico ministero non diventa un organo politico”. 

La Riforma del ministro Nordio, inoltre, mira a creare, oltre all’attuale Csm, anche un organo dedicato a valutare gli errori dei magistrati, “migliorando efficienza e controllo interni”. 

“Se Togliatti e Berlusconi fossero vissuti negli stessi anni – dice provocatoriamente l’avvocato e presidente del Comitato, Sergio Lapenna – sarebbero stati d’accordo. Rileggendo alcuni articoli dall’archivio del giornale “Il Dubbio” sui lavori parlamentari del costituente Togliatti nel 1946-47, si vede che anche lui sosteneva come non era accettabile democraticamente che il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura non venisse in nominato dal ministro della Giustizia. E Togliatti non lo dobbiamo certo presentare noi”. 

Questo Referendum, quindi, “va spolicitizzato, le carriere sono separate ma nella Costituzione rimangono indipendenti sia i pubblici ministeri sia i giudici. Ed è per questo che non capiamo attacchi come quello di Gratteri che sostiene che votare “Sì” equivale a votare a favore dei politici o quello di Saviano, secondo cui addirittura è un voto per la mafia. Queste sono delle blasfemie contro la verità. La verità sono i numeri degli errori giudiziari e dei risarcimenti. Sono le troppe correnti all’interno del Csm che si dividono incarichi di vertice proprio in base all’appartenenza. E questo deve finire”.

“Non è un referendum a favore di Tajani o Meloni – concludono – ma una Riforma a favore dei cittadini”. 

All’incontro non sono mancati anche i consiglieri regionali Gianuario Aliandro e Fernando Picerno, i segretari provinciali Vincenzo Taddei e Gianluca Modarelli, l’avvocato Matteo Restaino, responsabile del dipartimento Giustizia di Forza Italia.

“Quello della giustizia è un tema fondamentale non soltanto per il nostro partito, ma per l’intero Paese, che merita di avere una giustizia giusta. E se si vuole una maggiore imparzialità nei processi e più trasparenza nelle nomine, bisogna votare “Sì”, uscendo di casa e non disertando le urne, come sempre più spesso sta accadendo”. 

 


 

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