Prendo atto dell’incontro svoltosi ieri tra l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e i rappresentanti delle residenze socio-assistenziali per anziani, un confronto che rappresenta senza dubbio un primo passo positivo dopo settimane di allarmi lanciati dalle famiglie e dagli operatori del settore.
Da oltre un mese sollevo con forza questa emergenza, chiedendo alla Giunta regionale di intervenire tempestivamente per scongiurare l’ipotesi di sconsiderati aumenti delle rette. Rincari che rischiano di espellere centinaia di anziani dalle strutture e di scaricare sulle famiglie un peso economico insostenibile. Il comunicato diffuso dalla Regione, tuttavia, lascia emergere una preoccupante vaghezza sugli impegni futuri: si parla di “ipotesi di lavoro”, di una prospettiva pluriennale e di verifiche preliminari, mentre l’emergenza è qui e ora.
Le famiglie non possono attendere tempi lunghi né accontentarsi di generiche dichiarazioni di intenti. Se è vero, come affermato dall’assessore Latronico, che gli aumenti delle rette derivano da scelte autonome delle strutture, è altrettanto vero che la Regione ha il dovere politico e istituzionale di governare il sistema, prevenire squilibri e tutelare i cittadini più fragili.
Il richiamo alla complessità e all’eterogeneità del sistema regionale non può diventare un alibi per l’inazione. Occorrono atti concreti e immediati: misure tampone per bloccare o calmierare gli aumenti annunciati, risorse a sostegno delle famiglie e una chiara assunzione di responsabilità da parte della Giunta. Solo così si può garantire davvero il diritto alla cura, all’assistenza e alla dignità delle persone anziane, che non possono essere lasciate sole di fronte a logiche di mercato. Il confronto è utile, ma ora deve tradursi rapidamente in decisioni operative Su questo continuerò a vigilare e a incalzare la Giunta Regionale, senza arretrare di un passo.


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