“Sul caro-energia per le piccole e medie imprese, specie al Sud, i nuovi allarmi lanciati oggi da Confindustria e Confcommercio hanno, innanzitutto, il merito di riaccendere l’attenzione sul problema che oggi è centrale per le nostre imprese. Ma come ci ricorda il Centro Studi Tagliacarne, per supportare la propria transizione ecologica, tre imprese del Mezzogiorno su quattro puntano a ridurre le fonti fossili e ad adottare energie rinnovabili (contro il 66,6% del resto d’Italia).
E’ cogliendo questo potenziale da valorizzare e far crescere che possiamo e dobbiamo fare di più”. Così il ceo e presidente del Gruppo Cestari che – con base operativa a Moliterno - si occupa nello specifico di progetti energetici rinnovabili specie nel Sud. “La situazione di partenza – aggiunge – è nota: il caro bolletta butta giù i margini in più di 6 medie imprese del Sud su 10. A pesare sul clima di incertezza sono anche gli alti costi dell’energia. Oltre il 60% delle imprese del Mezzogiorno segnala di avere subìto un aumento della bolletta energetica (contro poco più del 50% delle altre aree).
L’incremento di questi costi ha avuto un impatto significativo sui margini in più di 6 Mid-Cap del Mezzogiorno su 10 (55,5% nel Centro-Nord). Per far fronte al rincaro energetico, il 25,5% ha scelto di investire – o prevede di farlo – nelle fonti rinnovabili, mentre il 22,3% punta sull’ammodernamento degli impianti esistenti per aumentarne l’efficienza. Alla luce di questi dati e in vista di un nuovo intervento normativo in materia di energia, sollecitiamo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, all’adozione di strumenti strutturali a tutela delle imprese, in particolare delle piccole e medie.
Ciò a partire dalla necessità di rendere permanenti gli interventi sugli oneri di sistema e di avviare una riforma del mercato elettrico che consenta il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, garantendo alle PMI prezzi più stabili e sostenibili. E’ necessario inoltre favorire una maggiore partecipazione delle PMI ai meccanismi di Energy Release, meccanismo del governo italiano, attuato dal GSE, che anticipa energia a prezzi calmierati alle imprese energivore per 3 anni. In cambio, le aziende si impegnano a costruire nuovi impianti rinnovabili (fotovoltaico/eolico) e restituire l'energia nei successivi 20 anni.
Favorire l'installazione di nuova capacità rinnovabile e sostenere la competitività delle società energivore, per accompagnare le imprese nel percorso di transizione verso l’autoproduzione e l’efficienza energetica, resta l’obiettivo principale e la “mission” del nostro Gruppo”.











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