"Economia di guerra: Prospettive sulla tutela dei diritti e contro le diseguaglianze sociali" il focus dell’incontro promosso dalla CGIL di Potenza. L’evento, che ha visto la partecipazione del segretario nazionale CGIL Christian Ferrari, ha messo al centro del dibattito la necessità di una svolta strutturale nelle politiche economiche e di difesa del Paese, chiedendo di abbandonare la logica del riarmo in favore di un modello fondato sulla pace e sulla cooperazione.
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Camera del lavoro di Potenza, Vincenzo Esposito, che nella sua introduzione ha delineato un quadro allarmante: attualmente insistono 56 conflitti armati che coinvolgono 92 paesi, causando migliaia e migliaia di vittime.
“La guerra è diventata lo strumento principale di risoluzione delle controversie tra i paesi," ha denunciato Esposito, sottolineando come le politiche di riarmo porteranno più insicurezza, più instabilità e più crisi.
"Noi crediamo che possa esserci un’alternativa strutturale all’economia di guerra permanente. Noi come CGIL chiediamo un altro modello fondato sulla diplomazia, sulla cooperazione, sul multilateralismo e il ripristino del diritto internazionale”, ha evidenziato.
La discussione ha visto anche gli interventi di Lorenzo Noto, consigliere redazionale di Limes e studioso di geopolitica del Mediterraneo, che ha fornito un’analisi contestuale sui meccanismi internazionali che alimentano i conflitti, e di Florencia Sember, ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano, che ha approfondito le ricadute economiche e sociali delle spese militari. Infine, Fernando Mega, segretario generale CGIL Basilicata, ha concluso ribadendo la posizione della CGIL regionale nel sostenere una politica di investimento sociale e di pace.
Presente anche Christian Ferrari, segretario nazionale CGIL che ha sottolineato come la battaglia contro l'economia di guerra sia strettamente legata all'azione sindacale sui diritti e sulle diseguaglianze in Italia.
Un grande impegno quello della CGIL in un movimento, alimentato specialmente dai giovani, che chiede di porre fine ai conflitti. Questa lotta si salda in modo netto con la critica mossa alla recente manovra economica nazionale, una legge di bilancio che, a suo dire, è fondata sul binomio "austerità e corsa al riarmo."
"No a questa corsa al riarmo," ha evidenziato Ferrari, chiedendo di reindirizzare le risorse: "Bisogna investire su ciò che interessa alle persone: i salari e le pensioni da aumentare, la sanità, politiche industriali vere."
Questi temi saranno le ragioni fondamentali dello sciopero nazionale indetto per il prossimo 12 dicembre.



.jpg)






.jpg)


