Il 2025 si chiude in Basilicata con 24 milioni di ore di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, un dato in aumento del 213% rispetto al 2024, che colloca la regione al primo posto in Italia per utilizzo di ammortizzatori sociali.
A rilevarlo è uno studio della UIL su dati INPS, che evidenzia come la situazione lucana sia indicativa di una crisi profonda del tessuto industriale, in particolare del comparto automotive.
L’incremento è determinato in larga parte dal massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che registra poco meno di 22 milioni di ore. A livello provinciale, Potenza segna un aumento del 269,4%, risultando seconda solo a Campobasso.
Secondo le stime UIL, circa 275 mila lavoratrici e lavoratori hanno attraversato nel corso del 2025 periodi di ammortizzatore sociale a zero ore, una condizione che segnala una grave difficoltà produttiva e occupazionale, con ricadute dirette sul reddito e sulla tenuta sociale di interi territori.
L’INPS registra inoltre un tiraggio tra le ore richieste dalle aziende e quelle effettivamente autorizzate che si mantiene da alcuni anni intorno al 25%. Un valore che, se letto superficialmente, potrebbe apparire positivo, ma che in realtà nasconde una forte incertezza da parte delle imprese, le quali richiedono volumi di ammortizzatori sociali nettamente superiori a quelli poi effettivamente utilizzati, a conferma di un mercato instabile e privo di prospettive chiare.
A questo quadro già critico si aggiunge il dato sui beneficiari di NASpI: 1.135.000 nel periodo gennaio–agosto 2025, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale inequivocabile di come le difficoltà non riguardino soltanto la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro, ma si traducano sempre più spesso in perdita occupazionale.
«La politica ha il dovere di leggere fino in fondo questi numeri, perché dietro le statistiche ci sono le vite delle lavoratrici e dei lavoratori lucani, delle loro famiglie e delle comunità locali. Non siamo di fronte a semplici difficoltà congiunturali, ma a fattori strutturali che da anni indeboliscono il sistema produttivo e occupazionale della Basilicata», dichiara Vincenzo Tortorelli, segretario regionale della UIL Basilicata.
«Per questo è necessario un cambio di passo. L’invito al presidente Vito Bardi è quello di affrontare il 2026 in modo diverso, con una visione chiara e una strategia fondata su sviluppo e crescita, mettendo al centro il lavoro, gli investimenti, la sicurezza e la qualità dell’occupazione».
La Basilicata ha bisogno di scelte responsabili e di una prospettiva di lungo periodo. È tempo di costruire una regione fondata sul lavoro, rafforzando il settore manifatturiero e i comparti strategici, capace di offrire opportunità reali, stabilità e futuro.














