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LA DENUNCIA DI ARSSAB: "NON SI GIOCA SULLA PELLE DEI NOSTRI ANZIANI"

LA DENUNCIA DI ARSSAB: "NON SI GIOCA SULLA PELLE DEI NOSTRI ANZIANI"

Il Presidente dell’ARSSAB (Associazione Regionale delle Strutture Socio Assistenziali della Basilicata)  Vincenzo Clemente, in riferimento alle ultime testimonianze raccolte a seguito di una lettera fatta pervenire ai parenti e agli ospiti delle strutture di assistenza per anziani, "prende atto di quanta approssimazione e leggerezza continuino a gravare nella nostra Regione alle spalle dei soggetti più deboli e degli anziani".

L’ARSSAB concorda con il Consigliere Regionale di opposizione Piero Marrese, l’unico ad aver sollevato la problematica, quando afferma che “non si gioca sulla pelle dei nostri anziani”. Al Consigliere va il nostro ringraziamento. Resta tuttavia il rammarico per il fatto che non sia stato centrato il vero nodo della questione, ovvero l’omessa erogazione da parte della Regione Basilicata della QUOTA SANITARIA, alle Residenze per anziani definite RASS e RASS1, anche nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Una parola che nei comunicati ufficiali continua a non comparire, nonostante sia esattamente ciò che le strutture per anziani – RASS e RASS1 – stanno legittimamente chiedendo, dal momento che erogano anche prestazioni sanitarie, come stabilito dalla Regione Basilicata con la DGR 194/2017. L’ARSSAB prende atto anche delle dichiarazioni dell’Assessore Regionale alla Salute, On. Cosimo Latronico, quando afferma che “parlare di anziani non deve ridursi a numeri o a voci di bilancio”.

Tuttavia, è lo stesso Assessorato che, ogni volta che viene sollevato il tema della QUOTA SANITARIA, risponde esclusivamente in termini contabili, senza mai affrontare nel merito un diritto dovuto e normativamente previsto.  Fa bene l’Assessore Latronico a ricordare che “gli anziani sono persone fragili che necessitano di cure continue e di attenzione costante”.

Ma questa attenzione quotidiana è garantita da operatori che svolgono un lavoro delicatissimo e usurante, in un sistema che elude i diritti dei lavoratori, comprimendo tutele, riconoscimenti professionali e condizioni contrattuali adeguate.  Inoltre, l’ARSSAB ritiene necessario replicare alle dichiarazioni del Segretario Generale della FNP CISL Basilicata, Giuseppe Amatulli, che anziché tutelare i diritti dei lavoratori, invita la Regione a rafforzare i controlli su requisiti, trasparenza delle tariffe e qualità dei servizi.

Su questo punto desideriamo chiarire che i controlli sono già numerosi e costanti. Le strutture sono infatti sottoposte a verifiche da parte di NAS, ITL, ASL–SISP, ASL–SIAN, NOE, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, oltre agli Ispettori del MEF.  Se il problema è dunque la vigilanza, essa è già ampiamente esercitata. Senza alcuna vena polemica, l’ARSSAB si chiede piuttosto quali e quanti siano gli organi di controllo interni alle organizzazioni sindacali, e quale sia il loro ruolo effettivo nel garantire equilibrio, trasparenza e una tutela reale di tutti i soggetti coinvolti all’interno dei sindacati.

L’ARSSAB ribadisce infine che non si gioca sulla pelle degli anziani, ma non si può continuare a ignorare l’obbligo istituzionale di riconoscere la QUOTA SANITARIA, così come prevista da ogni normativa regionale vigente, né le responsabilità politiche e amministrative che incidono sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla sostenibilità delle strutture.


 

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