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CRISI SMART PAPER: PROTESTA SOTTO LA SEDE ENEL. SINDACATI UNITI: "LAVORATORI TRADITI DAL SILENZIO E DALLE GARE D'APPALTO"

Una mattinata di tensione e mobilitazione quella che si è consumata davanti alla sede potentina di Enel. I lavoratori della Smart Paper, supportati dalle sigle sindacali di categoria, hanno incrociato le braccia per protestare contro un futuro che appare ogni giorno più incerto, tra clausole sociali non rispettate, vendite societarie improvvise e il silenzio assordante dei vertici romani.

Al centro della disputa c’è il ruolo di Enel come stazione appaltante, accusata dai rappresentanti dei lavoratori di non aver garantito le tutele minime per i dipendenti del sito lucano.

Le dichiarazioni dei segretari regionali delineano un quadro di profonda preoccupazione, non solo per il perimetro occupazionale, ma per la tenuta stessa del tessuto sociale della Basilicata.

Giovanni Larocca (Fim Cisl Basilicata) punta il dito direttamente sulla multinazionale dell'energia: "Siamo qui perché Enel è la responsabile delle azioni che stanno colpendo Smart Paper, sia per la gestione della gara d’appalto che per la recente vendita dell’azienda. La nostra missione oggi è difendere il salario, ma soprattutto la continuità lavorativa dei dipendenti."

Dello stesso avviso è Anna Rita Rosa (Fiom Cgil Basilicata), che sottolinea il clima di incertezza in cui versano centinaia di nuclei familiari alla vigilia delle festività:

"La situazione è degenerata dopo la perdita della commessa Energia e la notizia della vendita a una società di cui sappiamo pochissimo. È un Natale di incertezza in una regione già fragile: molti di questi lavoratori hanno coniugi impiegati nell’indotto di Melfi, anch’esso in crisi. Non c'è serenità, mancano le prospettive."

Per Gerardo De Grazia (Fismic Confsal Basilicata), la mobilitazione assume un valore simbolico fondamentale per il diritto al lavoro in tutto il Paese: "Dopo sei mesi di silenzio, Enel deve garantire salario e territorialità. Non possiamo accettare che i lavoratori vengano spostati a 100 chilometri di distanza. Se passa questo principio, la clausola sociale perde di valore. Sarebbe un precedente pericoloso per tutte le gare d'appalto future in Italia."

Infine, Giovanni Galgano (Uil Basilicata) denuncia l'opacità delle procedure e chiede l'intervento urgente del Governo: "Questo sciopero era inevitabile. I bandi di gara di Enel sono diventati 'top secret', tanto che abbiamo dovuto chiederli a un giudice. Chiediamo al Ministero del Lavoro di riaprire immediatamente il tavolo romano. Da luglio non è stato fatto alcun passo in avanti: la tensione sale e i lavoratori pretendono risposte concrete per costruire un futuro."

La protesta di oggi a Potenza non è che l'ultimo atto di una vertenza che rischia di esplodere se non arriveranno rassicurazioni sui livelli occupazionali e sulla permanenza delle attività sul territorio. I sindacati sono compatti: la mobilitazione continuerà finché Enel e i Ministeri competenti non forniranno garanzie scritte sulla salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro.


 

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