Lavoro, non parole. Manifestazione sindacale davanti ai cancelli della Regione Basilicata, mentre all'interno si celebrava un consiglio regionale ad hoc sulle tante crisi industriali che attanagliano la Basilicata. In particolare indotto Stellantis e mobile imbottito, ma non solo.
Nelle stesse ore, infatti, analoga manifestazione, con i sindacati di categoria ed i lavoratori, si è tenuta davanti alla sede Enel di potenza sulla vertenza Smart Paper.
Vincenzo Cavallo, della Cisl, ribadisce: "In questa regione purtroppo viviamo solo di crisi e di perdite di posti di lavoro. Quello che ci aspettiamo dalla politica oggi è il senso di responsabilità. Questo non è il momento delle bandierine, è il momento di marciare tutti uniti, i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione con le forze sociali, per cercare di trovare una soluzione".
Fernando Mega, segretario regionale della Cgil: "Questa giornata è segno del disastro socio-economico della Basilicata al quale la Regione non è più in grado di dare risposte, per questo chiediamo che la vertenza sia trasferita su un tavolo nazionale. Bisogna che si finisca con l'opra di negazionismo e si cominci tutti quanti a costruire qualcosa".
Vincenzo Tortorelli (Uil): "Il nostro messaggio è meno retorica e più concretezza. Questa è la concretezza dei lavoratori che rivendicano il lavoro, non la cassa integrazione. Il tempo ormai è scaduto. I sindacato le proposte le hanno fatte. Se non si danno risposte ai lavoratori si avvia un 2026 molto complicato e complesso.
Pasquale Capocasale (Fismic): "Una giornata sicuramente importante, vediamo se a livello regionale si riesce a portare a compimento alcuni provvedimenti di competenza regionale in attesa che il 30 gennaio si riunisca di nuovo dopo tante richieste del sindacato il tavolo sull'automotive al Mimit. Nel frattempo, come am ministrazioni locali, si può provare a dare un minimo aiuto ai lavratori colpiti dalla crisi, cercando di ridurre ad esempio l'impatto della tassazione".
Molto dura la nota di Gerardo De Grazia (Fismic-Confsal) che fra l'altro ha scritto: "Oggi si parla di soluzioni quando i danni sono già evidenti, ma la verità è che la politica lucana non ha perso una battaglia, ha perso la guerra dello sviluppo, del lavoro e della credibilità. E mentre la Basilicata e l’Italia continuano a vivere questa drammatica distanza tra politica e mondo reale, il Paese sta perdendo la sfida industriale su settori strategici come l’automotive, l’elettronica, la siderurgia e la chimica. Settori fondamentali per l’innovazione, l’occupazione e la competitività internazionale, che rischiano di scivolare nelle mani di altri Paesi se non si interviene subito con scelte concrete e coraggiose".














