Lo Spi Cgil di Potenza esprime preoccupazioni per la paventata chiusura della scala mobile "prima" della città di Potenza, che collega viale Marconi a XVIII Agosto.
"Tra i maggiori utenti dell'impianto meccanizzato - afferma il segretario generale dello Spi Cgil di Potenza, Michele Sannazzaro - vi sono proprio gli anziani che utilizzano le scale mobili per raggiungere il centro storico e viale Dante, area di passeggio non solo per i residenti. In una città in cui il servizio di trasporti presenta diverse criticità, in assenza di un sistema di infomobilità alle fermate degli autobus, che girano vuoti, e con tempi di percorrenza di oltre un'ora per raggiungere punti anche strategici, riteniamo che una chiusura dell'impianto sia altamente penalizzante per tutti i cittadini ma soprattutto per gli anziani. È sotto gli occhi di tutti che le condizioni attuali in cui versa l'impianto sono inaccettabili. Quasi tutte le rampe a scendere non sono funzionanti e l'ingresso dagli ascensori di XVIII Agosto è fatiscente. L'impianto di fatto è inaccessibile per i non autosufficienti. Resta tuttavia un asse strategico per la mobilità del capoluogo, permettendo di congestionare il traffico in una città con il più alto numero di auto per abitante, e dal grande potenziale se consideriamo l'eccezionale numero di utenti registrato in occasioni come le festività di San Gerardo o altri eventi in cui è stato limitato l'accesso alle auto nel centro storico. Ecco perché - conclude Sannazzaro - ci uniamo all'appello della Filt Cgil e chiediamo alla Regione Basilicata di fare pressione sul governo nazionale affinché sottoscriva il progetto per l'ammodernamento dell'impianto candidato a finanziamento sul fondo Piani Sviluppo e Coesione.
Se l'approvazione tarderà ad arrivare, il rischio è che i fondi non verranno trasferiti e l'impianto venga chiuso per sempre a partire da gennaio 2026. Il 31 dicembre, infatti, scadrà la proroga di un anno ottenuta dal Comune per l'ammodernamento reso obbligatorio dalle leggi vigenti in quanto l'impianto è arrivato a fine vita avendo raggiunto i 30 anni. Chiediamo pertanto un incontro al Comune di Potenza e alla Regione Basilicata affinché i finanziamenti non vengano persi: sarebbe davvero uno schiaffo alla città capoluogo di regione e ai suoi cittadini, specialmente gli anziani".



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