L'OMAGGIO DELLA BASILICATA ALL'UOMO DELLA LUNA, ROCCO PETRONE

I suoi genitori erano nati in un piccolo borgo lucano, Sasso di Castalda. Popolato più di quanto non lo sia ora, ma afflitto da una grande povertà. Una condizione che li costrinse a emigrare in America dove Rocco Petrone è poi nato, diventando una delle figure più influenti nella storia dell’esplorazione spaziale.


Petrone fu il “direttore d’orchestra” delle missioni Apollo, l’uomo che con il suo leggendario “Go!” diede il via alla conquista umana del suolo lunare. 
E oggi quel figlio illustre della Basilicata è stato celebrato con un'intera giornata a lui dedicata, in occasione dei 100 anni dalla sua nascita. 
Un'intera mattinata all'Unibas di rione Francioso, con relazioni scientifiche e testimonianze di settore per approfondire la dimensione umana e professionale di Petrone, il “Tigre” di Cape Canaveral, un leader capace di gestire la missione più complessa della storia. 
A portare la sua testimonianza il sindaco di Sasso di Castalda, Rocchino Nardo, che ha sottolineato come il comune da lui rappresentato abbia dato i natali a molti personaggi di talento. Oltre a Petrone anche Mariele Ventre e, in tempi più recenti, anche il nuotatore Domenico Acerenza. 
Talenti - ha sottolineato - che hanno però avuto bisogno di lasciare Sasso per emergere con tutte le loro capacità. E questo è un messaggio per i giovani, invitati a non arrendersi mai di fronte a una situazione che si pensa difficile. Rocco Petrone in questo senso è stato esemplare: figlio di immigrati in un'America non proprio accogliente, rimase orfano a soli mesi e da solo, lavorando, si è costruito una grande carriera. 
Senza dimenticare le origini, come dimostra un'intervista concessa a Piero Angela, nel quale - sottolinea orgoglioso il sindaco - nomina il piccolo borgo lucano. 
La storia di Petrone è stata raccontata dal giornalista e scrittore Renato Cantore, nel suo libro "Lucani altrove". 
Imponente nel fisico e vivace nell'intelligenza - lo ha descritto Cantore - si pagò gli studi lavorando. A diciassette anni fu ammesso all'Accademia militare di West Point, dove fece parte della squadra vincitrice del campionato nazionale di football. Diventato ufficiale dell’esercito americano, completò gli studi al Massachusetts Institute of Technology e divenne uno dei maggiori esperti di missili e rampe di lancio. Voluto alla Nasa da von Braun, lavorò alla costruzione del Saturno V e della mitica rampa di lancio 39 da cui partirono gli astronauti verso la Luna. Poi fu promosso direttore del programma Apollo e, al culmine della carriera, divenne il numero tre della Nasa.
L’evento all'Unibas ha mostrato agli studenti delle scuole della Puglia e Basilicata come la Basilicata sia oggi un hub strategico per l’aerospazio, un settore dove la ricerca accademica si trasforma in opportunità lavorative concrete e innovazione globale.

Hanno dato il loro contributo  Vito Gaudiano, vicepresidente, Cluster aerospazio; Vincenzo Telesca, sindaco di Potenza; Antonio Braia, Governatore Rotary distretto 2120 Puglia e Basilicata; Franco Vespe, Agenzia Spaziale Italiana; Giovanna Rizzo, Università della Basilicata; Giuliano Liuzzi, Università della Basilicata; Guido Masiello, Università della Basilicata; Angela Tannoia, Rotary D2120; Antonio Colangelo, presidente del Consorzio TeRN; Valerio Tramutoli, Università della Basilicata.


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