Persone private della libertà e persone che sono state vittime di reato. In un certo senso due facce della stessa medaglia, In comune hanno la figura istituzionale deputata a difenderli. Ce ne parla a Visioni Tiziana Silletti, Garante dei detenuti, delle vittime di reato, degli anziani e della salute.
Nei mesi trascorsi dal suo insediamento ha visitato le carceri della Basilicata. Come ha trovato la situazione, anche rispetto a realtà di altre regioni maggiormente sotto i riflettori? "Quella delle carceri lucane è una situazione sommariamente tranquilla. Abbiamo delle problematiche analoghe a quelle di tutte le carceri, di sovraffollamento e di carenza di organico. Abbiamo all'incirca 600 detenuti in regione. Non ci sono case circondariali che presentano problematiche importanti, ognuna con le sue peculiarità."
In Basilicata c'è anche una struttura che ospita minori: "L'Ipm di Potenza posso dire che sia una realtà di eccellenza. Una realtà detentiva di cui possiamo vantare il lavoro che viene svolto per la riabilitazione dei ragazzi, un istituto che ha l'impronta di una comunità educante, che imposta il lavoro sul reinserimento in società di questi ragazzi".
Ci sono quindi delle iniziative anche sul fronte del reinserimento? "L'Ufficio del garante sta lavorando proprio per questo, uno dei temi più importanti è la sanità all'interno delle strutture insieme al reinserimento socio-lavorativo, accompagnando le persone alla vita fuori dal carcere".
Sul fronte delle vittime di reato, l'Ufficio del Garante ha istituito il primo tavolo dedicato: "Siamo l'unica regione in Italia ad avere questo tavolo. Il tavolo si occupa del monitoraggio sulle vittime di tutti i tipi di reato. La cosa da sottolineare è che c'è ancora purtroppo tanto sommerso, a volte anche per una questione culturale. Insieme cerchiamo di portare alla luce queste problematiche".
Durante la recente inaugurazione dell'anno giudiziario si è parlato, fra le altre cose, anche di un aumento dei reati da codice rosso. "Sicuramente l'importante lavoro che è stato fatto anche attraverso la stampa, ha portato ad emergere le problematiche della violenza domestica e nel mondo del lavoro. Ma c'è anche un dato importante è che ad inizio anno siamo già a 6 femminicidi e questo è un dato da non sottovalutare. Ma vorrei anche sottolineare che come ufficio del Garante che abbiamo delle segnalazioni importanti non solo dalle donne, ma anche dagli uomini, che subiscono violenza psicologica, economica e anche fisica".
C'è una recrudescenza di violenza nella società in genere? "Quello che è accaduto a Torino è sintomatico di questa tendenza. La nostra società diventa più aggressiva. Io stessa come garante sono stata oggetto di attacchi sui social. C'è da cambiare la mentalità, il modo di parlare. Penso ai casi di bullismo e cyberbullismo. Ci interfacciamo tanto con le altre garanti su questo. In Basilicata finora si è parlato troppo poco. Ora i fatti vanno portati alla luce".


