Il paniere delle bontà lucane potrebbe arricchirsi, a breve, di una nuova specialità certificata dal marchio europeo: è la pasta di Matera, che ha avviato ufficialmente il suo percorso per ottenere l'ambito riconoscimento. L'assessore all'agricoltura Cicala, presente all'iniziativa: "Per avere successo bisognerà pensare a tutta la filiera, non soltanto alla produzione.
Il nuovo progetto che potrebbe dare nuovo lustro al pacchetto agroalimentare lucano è stato presentato nella sede di Matera della Camera di Commercio della Basilicata, su iniziativa degli operatori della filiera cerealicolo-pastaria con il supporto delle istituzioni locali e regionali. L’Associazione Gruppo Produttori riunisce agricoltori dell’Organizzazione di Produttori Granaio Appulo Lucano insieme a realtà della trasformazione come il pastificio Food Service.
“La Pasta di Matera punta a diventare un nuovo simbolo del Made in Italy di qualità certificata” – ha dichiarato il Presidente Vincenzo Castoro – “Un progetto condiviso che coinvolge l’intera filiera e che mira a generare valore duraturo per il territorio”. Il percorso di riconoscimento prevede, tra le principali fasi, la definizione del disciplinare di produzione, la raccolta delle evidenze storiche e tecniche, la presentazione della domanda alla Regione Basilicata, e il successivo iter di valutazione a livello nazionale ed europeo.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, operatori della filiera e partner tecnici, a conferma della forte condivisione territoriale dell’iniziativa. L'assessore regionale all'Agricoltura, Carmine Cicala, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di “Costruire una filiera che tenga insieme produzione, trasformazione e mercato significa creare valore che resta sul territorio e si traduce in economia reale per tutta la Basilicata”.
E ancora: “Non siamo di fronte a un semplice percorso tecnico, ma a una scelta precisa: organizzare la filiera per evitare che il valore si disperda. Se ci fermiamo alla sola produzione, il rischio è quello che conosciamo: il grano viene ceduto senza che il territorio ne benefici pienamente”.
Matera, storicamente legata alla lavorazione del grano e alla produzione di pasta di eccellenza, può oggi trasformare questa eredità in una leva concreta di sviluppo, capace di generare nuove opportunità economiche, sostenere le imprese e contribuire al presidio delle aree rurali.
“Quando la filiera funziona, il valore non si disperde ma resta sul territorio, sostenendo redditività e stabilità delle imprese. Questo significa anche contrastare dinamiche come lo spopolamento e rafforzare il tessuto produttivo locale”.
Cicala ha anche ricordato le iniziative nel settore del grado duro recentemente attuate dal Governo come la Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro, avviata dal Ministro Francesco Lollobrigida. “La CUN interviene sul prezzo e contribuisce a garantire maggiore trasparenza. L’IGP interviene sul valore. È dall’integrazione di questi due elementi che possiamo costruire una filiera più forte, più equa e più competitiva”.
La pasta di Matera Igp andrebbe ad aggiungersi al. ricco pacchetto di prodotti a marchio vantati dalla Basilicata (recente l'iscrizione di nuovi Pat al registro nazionale), che costituiscono un valore aggiunto anche per la filiera del turismo. “Il nostro impegno - ha concluso Cicala - è accompagnare questi percorsi con strumenti concreti e con una visione chiara: non limitarsi a vendere materia prima, ma costruire valore lungo tutta la filiera. È in questa direzione che si gioca una parte importante del futuro dell’agricoltura lucana”.














