SPOPOLAMENTO, MEGA (CGIL) AL GOVERNO REGIONALE: È TEMPO DI AGIRE

SPOPOLAMENTO, MEGA (CGIL) AL GOVERNO REGIONALE: È TEMPO DI AGIRE

"I dati Istat sullo spopolamento in Basilicata sono allarmanti. Al 31 dicembre 2025, la Basilicata è la regione che registra il maggior calo della popolazione, con una diminuzione di 9 abitanti ogni mille e il tasso migratorio più negativo d'Italia (-5,5 abitanti per mille).

Abbiamo perso quasi 4.600 residenti, con la popolazione scesa a quota 525.300 persone. Una debacle demografica rispetto alla quale il silenzio e l'inerzia del governo regionale è inaccettabile, come se fosse conseguenza di un ineluttabile destino e non frutto di precise politiche nazionali e regionali. Basta con le autocelebrazioni, è tempo di agire: il governo regionale si dia una mossa".

Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. "Uno spopolamento senza precedenti - continua - che non interessa solo più le aree interne ma il capoluogo di regione e la città di Matera, da cui i giovani fuggono nonostante le autocelebrazioni del governo regionale. I dati sono drammatici e la Basilicata è destinata a scomparire se non si portano le gravi crisi industriali e occupazionali ai tavoli nazionali e non si apre una vertenza Basilicata per dare risposte mirate a una regione che sta morendo", rilancia il segretario generale della Cgil lucana, per il quale le politiche del lavoro hanno un ruolo cruciale.

"Scarsa offerta del lavoro, scarso lavoro di qualità, contratti precari e grandi player che sfruttano il territorio senza apportare crescita e occupazione - denuncia Mega - Basti pensare a quello che accade in SmartPaper, con 340 lavoratori che per mantenere il posto di lavoro devono scendere al ricatto di vedere persi tutti i diritti acquisiti, ma lo vediamo anche con Stellantis a Melfi, dove si continua a navigare a vista tra cassa integrazione e fuoriuscite volontarie.

E lo vedremo in Val d'Agri, se non si cambia decisamente rotta verso una riconversione dell'area, mettendo Eni e Total di fronte a specifiche responsabilità, tenuto conto anche del naturale esaurimento dei pozzi petroliferi da qui ai prossimi vent'anni.  E, ironia della sorte, proprio qui in Basilicata, nella guerra energetica scoppiata con l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, registriamo il prezzo del gasolio più alto d'Italia, mentre dovremmo preparaci a una nuova ondata di inflazione che sarà insostenibile per i lucani che vivono già di bassi salari. Ed è sintomatico di questa situazione, come più volte denunciato dalla Cgil - prosegue Mega - anche il dato nascite, con un aumento ulteriore dell’età media delle donne che danno figli a 33,6 anni e un calo del tasso di fecondità da 1,09 a 1,08. Perché in Basilicata vi è un gap di genere tra i più alti in Europa, per cui la donna, nonostante più istruita degli uomini, ha salari più bassi e lavori più discontinui, trovandosi in maggiore difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. 


Se a ciò aggiungiamo l'isolamento delle aree interne, l'incapacità della sanità lucana di dare risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini, con elevata migrazione sanitaria, è inconcepibile - conclude Mega - pensare che lo spopolamento non abbia cause politiche e di governo. È un grido dall'allarme quello che si eleva dalla Basilicata e dal Mezzogiorno e che a nostro avviso si è manifestato anche nel no al referendum costituzionale, dove sono stati protagonisti i nostri giovani, costretti ad emigrare al nord o all'estero o, se rimasti nella loro terra, costretti a sopportare una pessima qualità della vita".


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