SANITÀ, LA UIL: IL FUTURO PASSA DAL SAN CARLO OSPEDALE UNIVERSITARIO

SANITÀ, LA UIL: IL FUTURO PASSA DAL SAN CARLO OSPEDALE UNIVERSITARIO

L’istituzione del Comitato consultivo per lo sviluppo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi della Basilicata rappresenta certamente un fatto positivo, perché conferma la necessità di mettere in connessione stabile formazione, ricerca e assistenza sanitaria.

Ma per la Uil Basilicata questo passaggio, da solo, non può essere considerato sufficiente se si vuole davvero costruire una prospettiva solida e duratura per la Facoltà di Medicina e per l’intero sistema sanitario regionale”.
Lo affermano, in una nota, il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, e il segretario generale UILFP Giuseppe Verrastro, secondo i quali “la vera sfida oggi è più ambiziosa e più concreta: accompagnare l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo verso un modello di ospedale universitario, pienamente connesso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università della Basilicata”.
Per Tortorelli e Verrastro “la nascita della Facoltà di Medicina è un’opportunità importante per la Basilicata, ma non può reggersi soltanto sull’impianto accademico. Ha bisogno di un’infrastruttura sanitaria forte, qualificata e integrata, capace di sostenere realmente la didattica, la ricerca applicata, i tirocini, la formazione clinica e, nel tempo, anche lo sviluppo di specializzazioni e funzioni avanzate.

È per questo che il San Carlo deve essere considerato il perno naturale di questo processo”.
Secondo la Uil, “serve una visione più strutturale, capace di andare oltre il semplice annuncio istituzionale. Il San Carlo deve evolvere in un presidio ospedaliero sempre più integrato con l’università, con reparti clinicizzati, attività di ricerca, funzioni didattiche e un ruolo guida all’interno della rete ospedaliera regionale. Non si tratta di un obiettivo simbolico o di immagine, ma di una scelta strategica per il futuro della Basilicata”.


“La nostra regione – aggiungono i due dirigenti sindacali – ha bisogno di costruire un ecosistema vero, in cui i giovani possano non solo iscriversi a Medicina in Basilicata, ma anche formarsi bene, specializzarsi e trovare qui opportunità professionali e di crescita. Diversamente, il rischio è quello di investire nella formazione di nuove competenze senza essere poi in grado di trattenerle”.
Per la Uil Basilicata, “occorre quindi aprire una fase nuova, nella quale programmare in modo serio e progressivo la clinicizzazione di alcune Unità operative, il rilancio delle attività di alta specializzazione, il rafforzamento delle strutture di ricerca e la costruzione di una piattaforma ospedaliera e universitaria capace di coinvolgere l’intera rete sanitaria lucana”.


“Il nuovo Comitato consultivo – concludono Tortorelli e Verrastro – potrà essere utile se saprà tradurre questa visione in scelte concrete, tempi certi e obiettivi misurabili. La Basilicata non ha bisogno soltanto di una Facoltà di Medicina, ma di un sistema sanitario-universitario moderno, pubblico, attrattivo e capace di produrre qualità, servizi e futuro. È su questo terreno che si misurerà la serietà di questo percorso”.


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