Trasporti ferroviari, tratte interrotte e costi invariati: la regione Basilicata risponde alla nota inviata alla stampa dalla Cgil qualche giorno fa, dove il segretario Fernando mega parlava di "linee ferroviarie chiuse per lunghi periodi, treni che non circolano e un servizio sostitutivo su gomma che, da eccezione, è diventato regola. A pagarne il prezzo sono i cittadini: pendolari costretti a viaggi più lunghi e incerti, lavoratori penalizzati economicamente, territori sempre più isolati".
Il sindacato inoltre sollevava la questione "che, a fronte della sospensione del servizio ferroviario, il flusso di risorse pubbliche non sembra subire una riduzione proporzionata.". Ma per la Regione Basilicata non è così.
L'assessore Pasquale Pepe ricorda che "Le interruzioni che stanno interessando la rete ferroviaria regionale si inseriscono in un quadro più ampio di interventi di investimento e ammodernamento dell’infrastruttura da parte di RFI. Le sospensioni rappresentano quindi un effetto temporaneo di lavori programmati di potenziamento e manutenzione straordinaria, tra cui quelli sulla linea Potenza-Battipaglia".
E che A tali interventi si affiancano alcune criticità impreviste e imprevedibili. In questo ambito rientrano il cedimento del ponte Tiera e le problematiche della galleria Capraia 2. Per il ponte Tiera, a seguito dello stanziamento di 1.210.000 euro da parte del Governo nazionale, la Provincia di Potenza, titolare del viadotto, e RFI stanno definendo gli ultimi passaggi per procedere alla demolizione. Per la galleria Capraia 2 è invece in fase di ultimazione il progetto esecutivo relativo a un intervento per circa 15 milioni di euro. Si tratta, in entrambi i casi, di situazioni temporanee, destinate a rientrare con il completamento degli interventi".
E ancora: "Le linee per Salerno e Taranto sono previste in riapertura il prossimo 1° luglio, mentre l’interruzione sulla linea per Foggia sarà rimossa una volta conclusi i lavori: da luglio fino a Melfi e dai primi mesi del 2027 per proseguire fino a Foggia. In tale contesto, il ricorso ai servizi sostitutivi su gomma rientra nelle fattispecie previste dalla normativa vigente e dal Contratto di Servizio 2022-2031 sottoscritto con Trenitalia, che disciplina il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario attraverso il confronto annuale tra Piano Economico-Finanziario (PEF) e Conto Economico Regolatorio (CER)".
Per Pepe inoltre il costo chilometrico calcolato dalla Cgil non corrisponderebbe alla realtà: "Non superano i 13 euro per tipologia di treno a chilometro percorso", a fronte dei 36 calcolati dal sindacato. Per quanto riguarda il riferimento all’articolo 34-octies della legge 221/2012, evidentemente sarà sfuggito il punto n. 3 della lett. a), laddove si chiarisce che le disposizioni contenute nella norma non si applicano ai servizi sostitutivi ferroviari, intendendosi per tali esclusivamente i servizi a carattere temporaneo resi necessari dalla provvisoria interruzione della rete per interventi di manutenzione straordinaria, guasti o altre cause di forza maggiore. Esattamente come sta accadendo in Basilicata".
Infine "Proprio le verifiche tra PEF e CER dimostrano che il costo complessivo del servizio non resta invariato. Il passaggio temporaneo dal ferro alla gomma comporta infatti una riduzione dei costi operativi variabili. Tra gli altri servizi, quello del Frecciarossa non viene finanziato quando non è attivo. Con riferimento all’annualità 2022, il confronto tra PEF e CER ha determinato un accantonamento a credito per la Regione Basilicata pari a circa 3 milioni di euro, a conferma della corretta gestione economica del servizio. Ulteriori economie per le annualità successive emergeranno al termine delle istruttorie. Per quanto concerne la struttura dei costi, va evidenziato che una quota rilevante è costituita da componenti fisse non comprimibili, tra cui in particolare il costo del personale, elemento strutturale del servizio pubblico che la Regione considera prioritario salvaguardare".








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