SERVIZI RESIDENZIALI PSICHIATRICI: POLEMICHE DOPO IL CAMBIO DI GESTIONE. APPELLO DA CASA VALLINA DI TEANA

SERVIZI RESIDENZIALI PSICHIATRICI: POLEMICHE DOPO IL CAMBIO DI GESTIONE. APPELLO DA CASA VALLINA DI TEANA

Residenzialità per i pazienti psichiatrici, Auxilium, che aveva denunciato criticità nella gara di appalto, torna all'attacco dopo il cambio di gestione, per denunciare la riduzione delle ore di assistenza alle persone fragili e il taglio del personale.  E dai familiari dei pazienti di Casa Vallina arriva una lettera-denuncia.


Secondo  Auxilium  "Si consente ai nuovi gestori anche di ridurre notevolmente le ore di assistenza, causando il peggioramento della qualità della vita dei malati ospiti delle Residenze psichiatriche e la riduzione del personale addetto e del suo orario di lavoro. E così, ben 17 operatori su 55 perderanno il posto! I “fortunati” che resteranno, invece, subiranno un notevole stress psico-fisico ed una rilevante riduzione salariale, dovendo svolgere mansioni non coerenti con il loro profilo professionale e, per di più, con un orario di lavoro fortemente ridotto".

Secondo una nota inviata da Auxilium alla stampa "Saranno dimezzati gli educatori professionali e gli assistenti sociali per ogni turno (da 152 ore settimanali a 62 ore). Saranno dimezzati gli operatori socio assistenziali (da 266 ore settimanali a 168 ore settimanali) per le strutture (peraltro prive di autorizzazione) con 10 posti letto. Anche i 15 ospiti di Casa Vallina a Teana subiranno una drastica riduzione delle ore di assistenza. Si passerà da 336 ore a 231 ore settimanali. E, come se non bastasse, sempre gli ospiti di Casa Vallina saranno trasferiti - come se si trattasse di pacchi postali e non di persone fragili da tutelare il più possibile - da una struttura autorizzata ed accreditata ad un’altra che è lungi dall’essere (almeno) autorizzata".  

Proprio dai familiari dei pazienti di Casa Vallina arriva una lettera-denuncia di cui pubblichiamo ampi stralci. 

"I nostri cari, assistiti e familiari, sono ospiti della struttura riabilitativa “Casa Vallina”, di Teana, ma il 25 marzo abbiamo ricevuto una comunicazione che dispone il loro trasferimento dal 1° aprile in un’altra struttura, sprovvista dei requisiti fondamentali di autorizzazione e accreditamento previsti dalla legge. Trasferire un paziente da una struttura che può seguirlo con professionalità a un luogo che non rispetta gli standard sanitari, organizzativi e umani necessari significa rischiare di minare concretamente la sua salute. Problemi che si aggiungono al già complicato cambio di ambiente per chi vive una condizione di fragilità come la loro. Anche per questo, pur comprendendo che possa esserci la necessità di un trasferimento, vogliamo evitare che possano essere spostati come pacchi da una struttura all’altra, per poi essere spostati nuovamente in una idonea".

Amministratori di sostegno e familiari hanno "chiesto con urgenza che siano forniti gli atti che dimostrino la regolarità della struttura di destinazione e le motivazioni cliniche di un trasferimento così delicato. In assenza di risposte soddisfacenti saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti". 

E ancora: "Le regole esistono per tutelare le persone, soprattutto quelle più vulnerabili. Quando vengono ignorate o aggirate, non si viola soltanto una norma: si incrina un patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. E a pagarne il prezzo sono sempre i più deboli, coloro che non hanno strumenti per difendersi né voce per protestare. La dignità umana non può essere subordinata a logiche organizzative, economiche o di mera opportunità. Ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, ha diritto a cure adeguate, a continuità terapeutica e a essere considerata prima di tutto come individuo, non come un numero da spostare. Interrompere percorsi costruiti nel tempo significa anche spezzare relazioni, abitudini, equilibri che per queste persone rappresentano un punto di riferimento essenziale. È una questione che coinvolge l’intera nostra comunità, perché misura il grado di civiltà con cui scegliamo di trattare chi è più fragile. Un sistema sanitario e sociale si giudica anche, e soprattutto, da questo".

La lettera è firmata da: "Missanelli Michele, Auricchio Giuliano Stefano, Propato Agnese, Spagnuolo Mari Rosa, Ciancia Giuseppe, Corrado Maria,  Latorraca Carmine, Vasca Concetta.

 

 


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