Un infortunio può fermare la carriera dell'atleta più promettente. Fondamentale allora diventa prevenire, conoscendo gli schemi motori di base, le asimmetrie di uno sportivo, le sue capacità di reazione.
Nasce pensando anche a questo il progetto "Il corpo in movimento: valutazione funzionale delle capacità fisiche", promosso dalla Scuola regionale dello Sport-Coni Basilicata, in collaborazione con il Liceo "Rosa-Gianturco", scuola che ha un indirizzo sportivo.
L'iniziativa è stata presentata nella sede del Coni Basilicata. Coinvolte nel progetto anche alcune realtà sportive potentine: Potenza Calcio Under 15, Invicta Under 15 (pallacanestro), Murate Under 15 (pallavolo). Presenti all'incontro anche il direttore scientifico Egidio Trupa e il vicepresidente della Scuola regionale, Michele Sabia.
Il progetto prevede "un percorso strutturato di test motori - ha spiegato il referente del Liceo, Francesco De Grazia - condotto secondo criteri scientifici e metodologici condivisi".
I giovani sportivi coinvolti nel progetto verranno sottoposti a una serie di test con software all'avanguardia, per recuperare dati sulle capacità motoria, sulla reattività, sulle asimmetrie degli arti.
"Conoscere gli schemi motori - ha spiegato il presidente del Coni Basilicata, Giovanni Salvia - permette di essere atleti migliori. E questo progetto continua nel solco avviato dal Coni di formare atleti che capiscano davvero l'importanza dello sport, per la salute certo ma anche per diventare persone migliori. Non a caso abbiamo investito molto anche sul progetto di gestione delle emozioni".
Il progetto diventerà interdisciplinare, coinvolgendo i docenti di Matematica, che elaboreranno i dati che emergeranno dai test. E questo permetterà poi di studiare anche in maniera più complessiva il settore.
Tutti passi - ha rimarcato il dirigente del Liceo "Rosa-Gianturco" Mario Lanzi - che puntano in una direzione: la creazione di un corso di Laurea in Scienze motorie anche qui in Basilicata, progetto a cui punta sin dall'inizio anche il presidente Salvia.
"Speriamo di arrivare a concludere questo percorso entro i prossimi 4 anni, stiamo già dialogando con l'Unibas per inserire questo percorso nella Facoltà di Medicina".
Una necessità, quella di poter formare tecnici qualificati qui in Basilicata, che esprimono anche i dirigenti delle società sportive: "Non si trovano più allenatori, perché si devono andare a formare fuori e spesso non tornano".
E invece anche lo sport, se giustamente sostenuto, può essere visto come un lavoro a tutti gli effetti. Ma perché il settore cresca è necessario che si inizi a creare l'humus necessario per far crescere società, atleti e allenatori.














