La transumanza vista con gli occhi degli allevatori che la praticano: non rito, non folklore, ma tradizione ed al tempo stesso economia vera, vitale, sostenibile: è stato presentato nella sede di ScambioLogico a Potenza il progetto di animazione territoriale "Le vie della Trasumanza".
Un percorso di lavoro coordinato da Omero su Marte, di Lorenzo Scaraggi e Valentina Mastropasqua, che si è tradotto in un podcast e in un portale e che ha coinvolto, oltre agli stessi allevatori, agenzie di viaggio. Un progetto che vuole dare un valore aggiunto ad una pratica antica, sotto forma di turismo verde e trekking.
L'iniziativa è stata organizzata da Omero su Marte e Legambiente Basilicata in collaborazione con Legambiente FestambienteSud e Formiche erranti. Nell'occasione sono stati premiati con un riconoscimento tutti coloro che in qualche modo hanno preso parte al progetto, a partire dagli allevatori. La maggior parte dei quali giovani e giovanissimi, a testimonianza che, almeno in Basilicata, la transumanza ha ancora un futuro.
Un concetto che è stato ribadito nel corso di un dibattito a più voci, coordinato da Franco Salcuni di Legambiente FestambienteSud, che ha messo introno ad un tavolo Donato Distefano, CIA Basilicata, Franco Carbone, direttore Associazione Regionale Allevatori della Basilicata, Rocco Vittorio Restaino, Direttore Generale per le politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata e il Presidente Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte.
Il valore aggiunto del sistema transumanza in Basilicata, è stato detto, è che qui non è necessario rievocare, reinventare o ricercare nulla, perché la transumanza, lungi dall'essere scomparsa come in atre regioni, è ancora ben viva e presente.
A testimonianza di ciò, qualche cifra fornita dall'Associazione allevatori di Basilicata: 168 aziende, 11 mila capi ogni anno e 26 allevamenti che entrano da fuori regione, con il 19 per cento degli allevatori che ha meno di 30 anni.














