Da Paolo Colonna, presidente Oprol, Organizzazione Produttori Olivicoli – Cia, riceviamo e pubblichiamo la nota che segue sul futuro dell'olivicoltura lucana alla lice cdei nuovi scenari.
Dopo un periodo di pioggia prolungato che solo in parte ha soddisfatto la carenza idrica accumulata nell'ultimo anno, ci accingiamo ad una ripresa delle attività colturali in campo. Tutto lasciava presagire ad un futuro prossimo probabilmente positivo. Ma ahimè, sono arrivate le immediate conseguenze dei dazi se pur in maniera più ridotta, rispetto alle previsioni e le sue influenze sui mercati statunitensi.
Ma ora si riconferma un quadro di congiuntura negativa, che va da +30% concimi +30% gasolio. Che destabilizzano un quadro generale già debole condizionato dalle situazioni climatiche, dalla mancanza di manodopera specializzata e da un ristagno nelle vendite fisiologiche in questo periodo, ma soprattutto un calo della delle quotazioni, dovute all'immissione sul mercato di grandi partite di olio comunitario ed extracomunitario che letteralmente hanno fatto crollare le quotazioni dell'olio extravergine di oliva.
Nonostante ciò il prodotto italiano di qualità si mantiene intorno ai 7 euro quotazioni all'ingrosso chiaramente. Ci aspetta un futuro diverso a livello globale in generale, per quanto riguarda l'olivicoltura un comparto che avrà un picco di un balzo in avanti nelle produzioni interni quantitativi per le grandi superfici che si dedicheranno a nuove piantaggioni. Chiaramente una ad una maggiore superficie di vetrata corrisponderà un maggiore produzione che è per conseguenza immediata avrà una calmierizzazione dei prezzi o meglio delle quotazioni.
Nelle migliori condizioni avremo una diversificazione di quotazioni uno per quanto riguarda il supertensivo, l'altro per quanto riguarda gli uliveti tradizionali e si andrà sempre di più verso la ricerca della eccellenza, della tracciabilità del prodotto legate al territorio e tutto ciò che una comunità può esprimere. La Basilicata si troverà nei prossimi anni a pieno in questa visione condivisa e programmata un aumento della superficie Olivetata laddove si andranno a sostituire le classiche le tradizionali colture con quelle innovative anche nel settore olivicolo.
L'innovazione sarà la parola chiave per la gestione di una nuova agricoltura e soprattutto una nuova olivicoltura. un'innovazione a sostegno della gestione di un' agricoltura tradizionale che fa del paesaggio agrario anche Lucano un unicom che diventa eccellenza nelle bottiglie Basilicata, che per forza di situazioni si tramuterà in valore aggiunto. Nei prossimi anni il ruolo di una Basilicata dedicata alla olivicoltura porterà il suo livello produttivo che si sposterà dall'autoconsumo ad un posizionamento del prodotto Lucano sui mercati nazionali ed internazionali.
La nuova olivicoltura, parla anche il linguaggio del turismo, parlando di olioturismo ed evogastronomia! Tutte queste nuove dimensioni che ruotano intorno al settore olivicolo che attira grandi interessi da parte sia dei circuiti turistici ma non solo, in una chiave di innovazione sostanziale condivisa anche da un nuovo complemento di sviluppo rurale regionale, può creare delle nuove opportunità e di nuovi protagonismi nel comparto al fine di quella rigenerazione dei territori soprattutto nelle aree interne, oggi in una fase di spopolamento continuo e silenzioso.














