NUCLEARE: DEPOSITO NAZIONALE, SEMPRE 'NO' DA GENZANO

NUCLEARE: DEPOSITO NAZIONALE, SEMPRE 'NO' DA GENZANO

Si è tenuto a Genzano di Lucania un incontro sulla questione deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. 
Già in passato la questione venne affrontata e dibattuta pubblicamente ed in sedi istituzionali e nel 2015 furono diverse le iniziative da Genzano a Palazzo ed in buona parte del Vulture-Alto Bradano. 


Si ritorna a parlare dell'argomento poiché dal 13 dicembre scorso, il comune di Genzano rientra ufficialmente tra le aree considerate potenzialmente idonee dalla Sogin, come si deduce dall'elenco contenuto nella Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) pubblicata a dicembre scorso. Dopo un lungo lavoro che ha visto stralciate due zone siglate PZ-10 e PZ-12, Genzano compare ancora nelle aree a ridosso del Castello di Monteserico e siglate PZ-8, PZ-9, PZ-13, PZ-14 e MT_PZ-6. 
L'incontro è stato organizzato dal Presidio ambientale di Genzano di Lucania ed ha visto l'intervento di diverse personalità, tra cui il prof. Marcello Schiattarella, l'ing. Donato Cancellara, l'ing. Angelo Anelli, il giornalista Pasquale Doria ed il sindaco Viviana Cervellino. L'incontro è stato moderato dal prof Marcello Tropeano.
Durante l'incontro, molto partecipato, si sono alternati interventi informativi e tecnici su una questione di importanza rilevante per l'intera Basilicata.
Dopo un inquadramento storico della problematica nucleare, da parte del giornalista Pasquale Doria, ed una introduzione su alcuni aspetti geologici della Fossa Bradanica, da parte del prof. Schiattarella, l'incontro è entrato nel vivo con il susseguirsi delle slide dell'ing. Cancellara. Nell'intervento è stato evidenziato che già nel 2021, il comune di Genzano di Lucania, affiancato dall'Unione dei comuni dell'Alto Bradano, espresse la sua contrarietà in un atto deliberativo collegiale per manifestare il dissenso unanime dell'intera area settentrionale della Basilicata. "Svariati altri atti istituzionali- si legge in una nota-si sono susseguiti al fine di essere sempre presente sul tema senza mai abbassare la guardia". 
Senza giri di parole è stato evidenziato che "il rispetto del territorio dovrebbe basarsi su dati certi ed inequivocabili, soprattutto, sulla voglia di non raggirare l'interlocutore". 
Diversi i dati analizzati durante l'incontro e "l'evidente impossibilità- si legge ancora nella nota - di considerare la Basilicata, soprattutto il comune di Genzano, come area idonea per il deposito definitivo di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, oltre che "temporaneo" per rifiuti ad alta attività. Una temporaneità non meglio definita e drammaticamente indefinibile tale da rendere corretto il parlare di deposito di scorie nucleari al fine di evidenziare il reale problema del deposito". 
È stato illustrato l'ordine di priorità associato alle aree idonee che vede il comune di Genzano in classe C cioè nella classe meno favorevole rispetto a tutte le altre. È stata sottolineata l'importanza di un approfondimento territoriale con studi di microzonazione sismica di III livello che evidenzierebbero, a dire dei partecipanti all'incontro, la non idoneità delle aree genzanesi. 
La rilevanza della storia simica dell'area e la necessità di ulteriori approfondimenti, è stata evidenziata anche dall'Ing. Anelli, il quale, tramite un'analisi multicriterio, ha dimostrato come le aree del comune di Genzano di Lucania sono ben lontane dal poter essere considerate le più favorevoli in una ipotetica localizzazione del sito. 
Il sindaco di Genzano ha illustrato i punti principali del ricorso amministrativo presentato dinanzi al Tar del Lazio contro la Sogin, per lo stralcio delle aree idonee ricadenti nel comune di Genzano. 
L'attenzione resta alta e vede l'intera comunità agguerrita nel non cedere di un solo centimetro sul fronte del 'No'.


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