GIORNATE FAI D'AUTUNNO: IN BASILICATA APERTI 50 LUOGHI

GIORNATE FAI D'AUTUNNO: IN BASILICATA APERTI 50 LUOGHI

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia.

L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l'immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d'arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono. 

In Basilicata aperti 50 luoghi. Rosalba Demetrio, Presidente Regionale FAI Basilicata: “Alle origini della sua storia la Basilicata è stata un fulcro importante nel bacino del Mediterraneo. Oggi, con la designazione di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo, si configura come autentico ponte proiettato verso i Paesi dello stesso bacino.

La mediterraneità della Basilicata è il tema unificante, non unico, delle nostre Giornate FAI d’Autunno, una edizione speciale condivisa negli intenti con la Fondazione Matera Basilicata 2019, con cui il FAI Basilicata ha siglato un accordo finalizzato a promuovere progetti culturali che possano contribuire alla conoscenza del patrimonio lucano in una prospettiva euromediterranea. Il contributo più importante, per il quale va il nostro ringraziamento alla Fondazione e al suo Direttore Generale Rita Orlando, riguarda il concerto dedicato al paesaggio mediterraneo, realizzato con il coinvolgimento musicale dell’associazione culturale “ARTErìa”, di Matera.

Ricordare la più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana nell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi è stata un’altra irrinunciabile ispirazione in Basilicata, dove il culto del Santo si diffuse a partire dalla metà del Duecento e il clima freddo, la scarsità di strade, la distanza tra i centri abitati favorirono la fondazione di insediamenti e conventi. Ne coglieremo le tracce esplorando alcuni luoghi francescani e particolarmente la Chiesa con il Convento di San Francesco a Ferrandina, al momento il Luogo del cuore più votato nella nostra regione, al venticinquesimo posto nella classifica nazionale. 

Ricordiamo, infatti, che è in corso il programma dedicato ai Luoghi del cuore, invitando tutti a sostenere questo importante documento storico con il proprio voto. Si potrà firmare presso le nostre postazioni di accoglienza il 10 e 11 ottobre e fino al 15 dicembre anche online.

Come sempre il nostro sincero ringraziamento va alle Istituzioni, alle Scuole, ai Privati, che assicurando la collaborazione ci consentono di promuovere il più grande evento di piazza dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale. 

Un pensiero speciale agli Apprendisti Ciceroni, protagonisti di una Scuola viva e attiva nel territorio regionale e ai nostri instancabili Volontari, che nella rete straordinaria del FAI Basilicata rendono possibili le aperture di luoghi spesso inaccessibili, presentati attraverso le nostre esclusive narrazioni”.

 

Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019:  “La partecipazione della Fondazione Matera Basilicata 2019 alle Giornate FAI d’Autunno consolida l’alleanza territoriale ed esalta le finalità della nostra missione, specialmente nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Il Mediterraneo è una trama di suoni, storie ed ecologie umane. Per questo celebriamo questo appuntamento a Casa Cava con EN PLEIN AIR, il concerto per il paesaggio curato da Arteria. In questo viaggio sonoro, la natura si fa materia viva: le melodie acustiche si contaminano con l’elettronica, il jazz e l'improvvisazione, facendo risuonare la pietra della cava. Non è solo una rappresentazione del paesaggio, ma una riflessione geografica, umana e interiore che attraversa il Mediterraneo per raccontare la vocazione di Matera come luogo d'incontro, ascolto e dialogo”.

Per Matera Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo, la Delegazione di Matera punta sul maestoso Castello Tramontano, legato alla dominazione aragonese, e sulla chiesa rupestre di Santa Maria de Armenis, dove sono esposti manufatti in cartapesta di carri della Bruna a partire da sessanta anni fa. Altra apertura, ancora nei Sassi , le grotte sotto la Civita che ospitano una prestigiosa struttura alberghiera. La consueta incursione nell’architettura contemporanea riguarda la scuola IIS “G.B. Pentasuglia”, progettata dall’architetto Tommaso Giura Longo giusto 60 anni fa.

A Irsina parte della comunità straniera residente aprirà le proprie case e pure gli atelier, assieme a artisti del posto. Il tema del Mediterraneo attraverso il cibo torna a Montescaglioso, dove sarà aperto un frantoio nell’ottocentesco Borgo Andrisani. Il Gruppo FAI di Ferrandina ha incentrato le altre aperture sulla devozione francescana in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo: a Pomarico c’è la trecentesca Casa del miracolo, a Miglionico il convento costruito sul castello Normanno, a Salandra il chiostro comunale e la chiesa, a Ferrandina ancora la chiesa e il convento di San Francesco (un bene in ottima posizione nel censimento dei Luoghi del Cuore).

La Delegazione FAI di Potenza, con i Gruppi che ad essa afferiscono - Gruppo FAI Giovani di Potenza, Gruppo FAI del Lagonegrese, Gruppo di Cancellara e dei centri del Potentino e Gruppo del Pollino lucano, propone per le prossime Giornate FAI di Autunno 13 aperture.

Nella città capoluogo verrà data attenzione ancora una volta ad un’istituzione, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, ospitata in un palazzo storico ubicato nei pressi del centro - il Palazzo degli Uffici Governativi - risalente alla metà dell’800. Sarà questa l’occasione per ricostruire la storia dell’edificio e dell’istituzione che ospita consentendo di aggiungere un altro tassello al racconto della città. Ad accogliere il pubblico saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico “Q. O. Flacco” di Potenza. 

Un’apertura suggestiva sarà quella della villa di Santa Maria, curata dal Gruppo FAI Giovani di Potenza. Da orto agrario sperimentale a giardino pubblico, la villa di Santa Maria racconta oltre due secoli di storia della città di Potenza. Nata nel 1823 come luogo di ricerca e innovazione agricola, affascinò anche il poeta e viaggiatore Cesare Malpica. La visita vuole ripercorrere le trasformazioni della villa, tra botanica, storia e memoria: dalle sperimentazioni ottocentesche al Parco della Rimembranza, fino a oggi. Un'occasione per riscoprire uno dei luoghi più familiari ai potentini e conoscerne la storia meno nota. Il racconto sarà affidato agli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci-Nitti” di Potenza. 

In attesa di ricostituire il Gruppo dell’Alta Val d’Agri la Delegazione ha accolto le proposte pervenute dal territorio per garantire continuità al lavoro svolto dai volontari e valorizzare siti che per vari motivi sembravano meritevoli di attenzione. In particolar modo a Sant’Arcangelo saranno proposte due aperture che si inscrivono nel filone degli eventi dedicati a San Francesco, a 800 anni dalla sua morte: la chiesa di San Michele, parte del convento dei Padri Francescani Riformati, e il complesso monumentale di Santa Maria di Orsoleo. Un’altra importante testimonianza di fede è rappresentata dal Casale di Marsico Nuovo, un antico complesso immerso in un contesto di grande suggestione in cui storia, fede, letteratura e tradizione popolare si intrecciano, conservando la memoria di oltre otto secoli di vita della comunità. Infine, nel cuore del Parco dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese, sarà possibile visitare l’antico Opificio Romano di San Martino d’Agri, un tipico edificio del XVIII–XIX secolo caratterizzato da un doppio sistema di torri per alimentare i macchinari del mulino e della gualchiera, recentemente recuperato con fondi PNRR. Il racconto sarà curato dai volontari dell’Associazione Culturale Vincenzo Marinelli. 

Ma le Giornate FAI d’Autunno accenderanno i riflettori anche su alcuni dei luoghi più suggestivi del Lagonegrese, invitando i visitatori a riscoprire tesori d’arte, fede e memoria spesso poco conosciuti. A Rivello aprirà il complesso monumentale di Sant’Antonio, con il chiostro cinquecentesco, gli affreschi del Todisco e la celebre Ultima Cena del 1559. A Lagonegro sarà protagonista la Chiesa di Sant’Anna, raffinata testimonianza dell’arte religiosa seicentesca lucana. A Castelluccio Superiore si potrà ammirare il prezioso paliotto in scagliola della Chiesa Madre di Santa Margherita di Antiochia, mentre a Castelluccio Inferiore la Chiesa di San Nicola di Myra svelerà il coro, la sacrestia e gli splendidi armadi lignei recentemente restaurati. Un viaggio tra capolavori, tradizioni e identità locali, reso ancora più speciale, a Rivello e Lagonegro, dalla presenza degli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti pronti ad accompagnare i visitatori alla scoperta del patrimonio del territorio, nel pieno spirito FAI.

Il Gruppo di Cancellara e dei Centri del Potentino propone altresì due aperture che puntano a riscoprire, in modo diverso, le tradizioni di cui le nostre comunità sono inevitabilmente intrise. In particolar modo a Pietragalla sarà possibile visitare i palmenti e le cantine che un tempo erano destinati ai vari processi di trasformazione dell’uva; a Tito sarà invece aperto al pubblico Palazzo Laurini, che custodisce la storia di una delle famiglie più importanti del paese. Due realtà che consentiranno di approfondire le radici storiche di questi due centri. 

Anche a Senise c'è un palazzo che sembra custodire il tempo dietro le sue mura di pietra: il palazzo Guerriero con il suo salone di rappresentanza, la biblioteca, le camere private dove scorreva la vita quotidiana, in un'epoca in cui il potere nobiliare si intrecciava con le sorti del paese. Ma nel corso delle Giornate FAI sarà possibile conoscere la storia anche di altre “chicche” del centro storico di Senise: Palazzo Sole, appartenuto alla famiglia del poeta e patriota Nicola Sole, e i numerosi portali in pietra, lavorati con grande cura decorativa, veri e propri biglietti da visita di chi vi abitava. L’apertura è stata ideata e sarà curata dal Gruppo FAI del Pollino lucano.

La Delegazione FAI della Costa Jonica con il Gruppo FAI di Pisticci e della Valle dei Calanchi per le Giornate FAI di Autunno 2026 propone aperture che si sviluppano attorno al tema della “Mediterraneità in Basilicata”, in particolare nel Metapontino.

L'idea nasce dall’obiettivo di valorizzare il concetto di accoglienza, ospitalità con la promozione degli esempi di rappresentazione dell'identità culturale, anzi multiculturale, del territorio del Metapontino caratterizzato dal passaggio nella sua storia millenaria di popoli di varia provenienza. Dagli etruri, achei, saraceni, arabi, albanesi, spagnoli e i francesi, che giunti sulla Costa Jonica l’hanno attraversata, colonizzata, dominata, vissuto, lasciando ognuno, segni materiali ed immateriali nel patrimonio artistico-culturale ed architettonico, nelle tradizioni e nei costumi, radicando culture e religioni altrettanto diverse. 

L'esempio tangibile della convivenza ed omologazione tra queste culture e testimonianze diverse, tuttora riscontrabili, non può che essere un esempio da condividere e diffondere. Proprio a ciò si ispira il programma per le GFA 2026.

Un tour per il secondo weekend di ottobre, che partendo da Rotondella, farà scoprire itinerari urbani con racconti, aneddoti e storie che intrecciano memoria e identità dei borghi antichi della “Rabatana” di Tursi, del rione “Terravecchia” di Pisticci e dei centri storici di Montalbano Jonico e di Bernalda. 

Architetture fortificate e religiose saranno visitabili a Craco dove nell’ex Monastero di San Pietro, si potrà seguire con un percorso immersivo la civiltà contadina. A Pisticci, nella suggestiva cornice dell'Abbazia del Casale di Pisticci, i visitatori parteciperanno alla rievocazione dell’atto di donazione del 1087 da parte dei Maccabeo all’Abate Nicola, con il quale un vasto territorio viene affidato alla comunità benedettina. A Bernalda, durante la passeggiata nel centro storico si potrà visitare la Chiesa Madre dedicata a San Bernardino da Siena, dove si potrà ammirare il pregevole e complesso restauro della statua ritrovata della Madonna delle Grazie; il Castello di Bernalda sarà raccontato seguendo la descrizione riportata nell'Atto di Apprezzo dell’ing. Donato Antonio Cafaro del 1673, alla ricerca delle sue fasi evolutive dalle origini fino ai recenti interventi di restauro. La storia è protagonista anche nella passeggiata naturalistica della Bufalara, un bosco ricco di storia, oggetto di secolari lotte contadine tra le comunità di Bernalda e Montescaglioso.

Un itinerario, che ancora una volta il FAI ci aiuta a promuovere e scoprire, tra chiese, palazzi e castelli, memorie nascoste e ritrovate, dove ogni angolo sembra conservare un racconto e ogni pietra una traccia, tutte insieme una unica identità multiculturale della Costa Jonica Lucana.

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 nella Delegazione di Tricarico e della Lucania interna individuano itinerari diversificati nei vari borghi spaziando tra natura, storia, arte e architettura. I piccoli borghi della montagna e collina materana propongono la visita a piccole chiese che custodiscono capolavori di arte come Grottole con la chiesa di San Rocco e il polittico seicentesco di Pietro Antonio Ferro e Pietrapertosa con la cappella di San Cataldo l’antica chiesetta del protettore delle rocce che si affaccia sulla vallata sottostante immersa nell’ impareggiabile paesaggio delle Dolomiti Lucane.

Borghi piccolissimi che trovano spunti per raccontarsi come Cirigliano che propone un percorso lungo le mura medievali e un vecchio lavatoio del 1950. Itinerari all’insegna della natura ad Albano di Lucania con il Bosco Cuopolicchio ad oltre 1000 metri di altitudine e San Chirico nuovo che propone un’esperienza rilassante ed immersiva con il Bagno di bosco.

San Mauro Forte ci condurrà nel campo dei mandorli e dei melograni per illustrare nuove e antiche colture che diventano occasioni di sviluppo per il territorio. Una performance "Giulia la Santarcangelese" con le narratrici Rocchina Lepore, Ida Tricarico e Mariarosaria Menta e intermezzi musicali di Rosanna Vitacca al violoncello accompagneranno la visita ad Aliano sulle tracce di Carlo Levi immersi nel paesaggio dei calanchi. 

Architettura e storie del passato con la visita a Calciano, Palazzo Annunziata una piccola architettura domestica con le vicende  di una famiglia locale che si intreccia con le storie dei briganti. Montemurro antica realtà produttiva con i suoi frantoi e il percorso sull’olio e il museo del lago. 

TRICARICO abbraccia il suggerimento per il 2026 dalla Presidenza Regionale,  coniuga il tema artistico con la visita alla Chiesa e convento del Carmine e agli affreschi di Pietro Antonio Ferro con il tema della MEDITERRANEITÀ, influenze, contaminazioni e antica sapienza artigiana col racconto dei terrazzamenti coltivati, dei muretti a secco, degli orti saraceni, in un luogo a ridosso dei QUARTIERI ARABI, testimonianza di una consolidata realtà di integrazione e multiculturalità.

Un evento,  il sabato pomeriggio, PIATTI E PRODOTTI DAL MEDITERRANEO: CONTAMINAZIONE E INTEGRAZIONE, in collaborazione con la cooperativa “La Mimosa” e la Caritas,  racconterà le tradizioni culinarie, le affinità, le curiosità, con degustazioni preparate dagli ospiti stranieri,  che attualmente vivono a Tricarico, a base di prodotti che in passato sono arrivati nelle nostre realtà proprio dai paesi del Mediterraneo. Il FAI ancora una volta come presenza costante, punto di riferimento culturale e occasione di conoscenza ma anche di integrazione. 

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 celebrano il cuore del Vulture Melfese Alto Bradano, accendendo i riflettori su una terra ricca di contaminazioni e tesori celati. Le motivazioni di questo itinerario risiedono nella volontà di valorizzare il patrimonio artistico e storico lucano, spesso escluso dalle grandi rotte turistiche.

L'apertura della Chiesa e Monastero della SS. Annunziata di Genzano di Lucania risponde al bisogno di riscoprire uno dei più antichi insediamenti francescani.
Questo complesso, votatissimo come "Luogo del Cuore", unisce la meraviglia di un portale rinascimentale a una vista mozzafiato sulla valle e sul Monte Vulture. La sua riapertura permette di esplorare ambienti e chiostri storici, restituendo alla comunità la memoria dell’antico e nobile stemma dei Sancia.

Spostandosi a Oppido Lucano, le Giornate FAI rivelano il misticismo medievale della spettacolare Chiesa Rupestre di Sant’Antuono. Questo sito è un gioiello di architettura ipogea, composto da diciannove suggestive grotte interamente scavate nel tufo. La motivazione cardine della sua inclusione risiede nella tutela dell'inestimabile ciclo di affreschi trecenteschi dedicati alla vita di Gesù. Questi dipinti rappresentano un rarissimo e prezioso punto di incontro culturale tra l'iconografia occidentale e le antiche tradizioni dell'arte orientale.


Infine, l'apertura del borgo di Ginestra mira a promuovere l'identità unica e le radici storiche delle minoranze etno-linguistiche locali. Ginestra è una comunità Arbëreshë che si erge fiera alle pendici del Vulture, custode di tradizioni secolari e di una grande anima culturale.
L'obiettivo del FAI è far camminare i visitatori tra le trame di un borgo smart e green, dove la pietra incontra la cultura e l'accoglienza.

Riunire questi tre siti significa ricucire la narrazione di un territorio poliedrico, fatto di monachesimo, arte rupestre e borghi accoglienti.

Le Giornate d'Autunno diventano così un forte motore di coesione sociale e di rilancio economico attraverso il turismo sostenibile. È un'occasione irripetibile per trasformare luoghi di nicchia in fari di bellezza e di profonda identità lucana per tutta l'Italia.

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, Casa Noha resterà chiusa al pubblico per consentire lo svolgimento di lavori di ristrutturazione e manutenzione, in vista della futura riapertura. Stiamo preparando nuovi contenuti e allestimenti che arricchiranno l’esperienza di visita e che saranno aperti al pubblico prossimamente.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre, alle ore 16 con partenza da piazza Duomo, prenotando in anticipo, sarà possibile partecipare al tour guidato “Sassi e il Cinema”, un percorso alla scoperta del patrimonio UNESCO di Matera e del particolare legame tra la città e il cinema.

Il paesaggio dei Sassi con le sue abitazioni scavate nella roccia e il rapporto diretto con il torrente Gravina, ha attirato nel tempo registi e sceneggiatori italiani e internazionali. La particolare conformazione di Matera e il suo aspetto, in molti luoghi rimasto invariato, hanno fatto della città un sito cinematografico particolarmente adatto a raccontare epoche e ambientazioni diverse. 

A partire dagli anni Cinquanta, Matera è stata scelta sempre più spesso come set per produzioni cinematografiche italiane e internazionali. I Sassi e il paesaggio murgico sono diventati lo sfondo di numerosi film, contribuendo a costruire nel tempo uno stretto legame tra la città e il cinema.

Il percorso, tra i Sassi, permetterà di conoscere alcune delle principali location che hanno fatto da sfondo a film come La Lupa, Il Vangelo secondo Matteo, Ben-Hur, The Passion of the Christ e L’uomo delle stelle, fino alle più recenti produzioni internazionali, tra cui l’ultimo capitolo della saga di James Bond, No Time to die.

Un itinerario per conoscere i Sassi anche attraverso il cinema e scoprire come gli stessi luoghi siano stati interpretati e raccontati da registi diversi nel corso degli anni.

Informazioni e prenotazione su https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/casa-noha-72474/

 


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