Mentre la Basilicata rimane ancora ad un "corto muso" dall'obiettivo del 65% di raccolta differenziata, altri e più ambiziosi obiettivi si profilano all'orizzonte per volere dell'Unione Europea. Ma Legambiente ammonisce: per raggiungerli occorrerà rimediare ad una rete impiantistica ancora troppo debole".
Il problema è stato ribadito nei giorni scorsi, durante la presentazione dell'ultimo rapporto sui comuni ricicloni. "Non sarà più la raccolta differenziata a fare da indicatore - spiegano i rappresentanti di Legambiente - in quanto la normativa europea, recepita nell’ordinamento giuridico nazionale, ha aggiunto nuovi obiettivi di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti".
"Questo significa che "carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici o ad essi assimilabili entro il 2020, dovevano essere aumentatati complessivamente almeno al 50% in termini di peso. A questi si aggiungono altri obiettivi " da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%)".
Ma, scrive il presidente di Legambiente Basilicata Antonio Lanorte nella prefazione al report sui comuni ricicloni, "per raggiungere questi target occorre un ulteriore passo in avanti adeguando la rete impiantistica a supporto di queste operazioni, in assenza della quale continueremo ad assistere alla mancata chiusura del ciclo. La debolezza del sistema lucano di gestione dei rifiuti continua infatti a consistere nella scarsa dotazione di impianti necessari alla gestione di un sistema di RD spinto che, oltre ad avere un impatto ambientale notevole perché incentiva il ricorso alle discariche e il “nomadismo” dei rifiuti, incide anche sui costi pagati dalle utenze".
Il corredo impiantistico di cui disponiamo - denuncia Legambiente - è al momento quasi del tutto al servizio della gestione del “tal quale”: discariche, impianti di biostabilizzazione che producono “compost grigio”, impianti per la separazione meccanica dell’indifferenziato, inceneritore e co-inceneritore. Manca ancora il trattamento della frazione
organica, che rappresenta il 40% del quantitativo ottenibile con la raccolta differenziata.
Il Piano regionale di Gestione dei Rifiuti approvato a fine 2016 - ricordano gli ambientalisti - prevedeva la realizzazione di quattro impianti (con scenario 2020) per la valorizzazione della frazione organica. "Niente di quanto previsto è stato attuato e nel frattempo la Regione Basilicata ha dato il via alla procedura di “Aggiornamento ed adeguamento del vigente Piano regionale rifiuti in considerazione delle Direttive Ue recentemente recepite nell’ordinamento nazionale".
Unica novità degna di nota, in tal senso, il finanziamento da 35 milioni di euro, "concesso al Comune di Colobraro, supportato da Regione Basilicata ed Egrib, per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano da matrici organiche da raccolta differenziata".



