Circa 300 figuranti che interagiscono su un’area di scena di oltre 25mila metri quadri per raccontare la storia del brigantaggio post unitario dalla parte dei vinti, ma anche i volti, le tradizioni, le leggende del mondo nobiliare e contadino della Basilicata ottocentesca. Con incursioni nelle arti nobiliari più antiche, come la falconeria.
Storia e storie del territorio lucano per mettere in scena le quali la bravura dei figuranti si intreccia con quella degli attori a quattro zampe, due ali e quant'altro. Sono molti gli animali che calcano le scene del cine spettacolo e degli altri quadri storici che caratterizzano lo scorrere delle giornate del più grande parco storico-rurale della Basilicata.
Rubano l'occhio al visitatore i rapaci della Yerax Falconeria e della Falconeria Bergamotti. La superstar è un esemplare di avvoltoio cappuccino africano nato in cattività. Fanno parte dello spettacolo anche tre aquile dalla testa bianca, impegnate in uno spettacolo straordinario e mozzafiato. Nel parco volano il falco pellegrino, l’animale più veloce al mondo, le poiane di Harris temibili cacciatrici, i corvi imperiali, il caracara striato dell’Argentina, il gufo africano ed il gufo reale europeo.
Ci sono, poi, i grandi animali domestici che accompagnano le performance dei figuranti: cavalli, asini, buoi. Fin dall'apertura del parco, alle ore 11, sono protagonisti assoluti: all'ingresso del parco troviamo la fattoria degli animali a cura de " I cavalieri di Bianca Lancia" con 5 cavalli (il pezzato Kuma della brigantessa Siria, l'angloarabo Zelico destriero di don Vincenzo , il coraggioso Napoleone protagonista in diverse scene del cinespettacolo, il morello Ebro e il vivace arabo di nome Principe.
Poi c'è la mula di nome Unica e un giovane asino di nome Filippo che sono i protagonisti dell'area del mezzadro, trainando aratri e traglie ci portano indietro nel tempo nelle attività di aratura semina e copertura del seme, tutto accompagnato da due ballerine che seminano sulle note di organetti e tammorre. Accompagnata da musica popolare c'è la pigiatura dell'uva con i piedi come si faceva una volta e sul tragitto due simpatiche caprette pronte ad accogliere le carezze di grandi e piccini.
A cura delle associazioni "Un volo nel passato delle Dolomiti lucane " e "Associazione delle Dolomiti lucane", i maestosi carri con i buoi di razza podolica che rallegrano le scene del cinespettacolo. Immancabili le asinelle di Lorenzo e Carmela ormai presenza storica del Parco.
Infine, le piccole ma importantissime api, protagoniste del Laboratorio del miele a cura di Mario Donato Cufino, la cui famiglia vanta un’impresa in cui sono presenti circa 600 alveari gran parte dei quali posizionati all’interno del parco stesso.










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