Sta per calare il sipario su un’edizione da incorniciare per il Cinespettacolo "La Storia Bandita" che ogni estate trasforma la splendida cornice del Parco della Grancia in un palcoscenico a cielo aperto. Un’atmosfera speciale, sostenuta da numeri straordinari e dal calore contagioso degli spettatori.
«Quest'anno la stagione ci ha riservato veramente grandi soddisfazioni, soprattutto nei numeri, perché siamo tornati quasi ad avere tutte le sere il pienone», raccontano con orgoglio gli organizzatori. Un bilancio estremamente positivo, il cui esito migliore si misura proprio nel contatto viscerale con gli spettatori: «Quello che ci gratifica, e da dove prendiamo il vero polso della situazione, sono gli applausi finali a scena aperta. Ci dicono esattamente che quello che stiamo facendo è fatto bene e il nostro impegno viene pienamente ripagato».
Ma il cuore e l'anima della Grancia risiedono nelle centinaia di figuranti che ogni sera danno vita alla narrazione storica. Tra le novità più suggestive di quest'anno, l'arrivo e l'integrazione di nuove realtà storiche del territorio limitrofo, a dimostrazione di come il Parco riesca ad unire culture e comunità sotto il segno delle radici comuni.
Tra i volti di questa stagione spicca la presenza del Gruppo Storico dei Briganti di Calitri (Avellino), il cui approdo alla Grancia ha rappresentato l'avverarsi di un desiderio inseguito da tempo.
«Ci troviamo qua ed era un nostro sogno», spiega Giovanni, presidente del gruppo e interprete nello spettacolo del celebre capobrigante Carmine Crocco. «Abbiamo un gruppo storico nato a Calitri con cui leghiamo storia, musica, teatro e ballo popolare. Il nostro sogno era venire un giorno a fare alla Grancia quello che facciamo oggi. Ci siamo riusciti: il regista Giampiero Francese ci ha scelti e chiamati. Per noi è un grande onore».
Un legame immediato, artistico ed umano, che ha trasformato la collaborazione sul palco in un'autentica fratellanza: «Ci hanno accolti come fratelli e per noi è lo stesso. È nata un’amicizia vera: la Grancia è davvero magia».
A fargli eco è l'ideatrice del gruppo irpino, che ricorda l'emozione del primo impatto con la grande arena naturale: «Concordo pienamente: la Grancia è magica. Quando siamo approdati qui abbiamo avvertito subito una sensazione di tranquillità e benessere. Io conoscevo già questo spettacolo, essendoci stata tanti anni fa, e dicevo sempre a Giovanni che sarebbe stato bellissimo anche solo poterlo rivedere. Non avrei mai immaginato che il regista Francese ci desse la possibilità di farne parte. Abbiamo trovato persone straordinariamente disponibili per qualsiasi cosa».
Un connubio perfetto tra la Basilicata e la vicina Campania, unito dalla memoria storica e dalla passione per la rievocazione. Con numeri da tutto esaurito e un entusiasmo rinnovato tra attori e figuranti, la Grancia conferma ancora una volta la sua natura unica: non soltanto uno show imponente, ma una vera e propria comunità d'arte, storia e sentimenti.



