Nel suggestivo scenario del Parco della Grancia, dove la storia del Mezzogiorno prende vita ogni estate sotto il cielo lucano, il confine tra passato e presente si fa sottile.
Un legame profondo tra ricerca storica e rievocazione popolare come ha raccontato ai nostri microfoni Leonardo Zaccagnino figurante nei panni di Ninco Nanco e presidente dell’associazione culturale Terrania.
Nelle sue parole risuona l'impegno di chi ha fatto della salvaguardia delle radici lucane una vera e propria missione quotidiana, restituendo dignità e accuratezza a una pagina di storia complessa e a lungo dibattuta.
“Ninco Nanco è stato un capo brigante di Avigliano, vissuto in quell’epoca cruciale del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, precisamente tra il 1860 e il 1864, anno della sua morte”, racconta Zaccagnino tracciando il profilo del personaggio che interpreta.
L'interpretazione sul palco della Grancia è solo il punto d'arrivo di un percorso divulgativo ben più ampio. Attraverso l'associazione culturale Terrania, Zaccagnino promuove la storia e le tradizioni della Basilicata con strumenti narrativi diretti e coinvolgenti.
“Terrania si occupa di promozione culturale della Basilicata. Tra i vari progetti realizzati, ne abbiamo curato uno interamente dedicato ai briganti e alle brigantesse lucane: una serie di video girati in prima persona in cui raccontiamo direttamente le loro biografie.” Un linguaggio immediato che permette di dare di nuovo voce ai protagonisti dell'epoca, superando gli stereotipi per restituire vicende umane e storiche nella loro interezza.
All'interno del Parco della Grancia, il contributo dell'associazione si concretizza nella ricostruzione degli ambienti d'epoca: “Quest'anno ci occupiamo sia dell’accoglienza dei visitatori, sia della realizzazione delle strutture dell’accampamento dei briganti”, prosegue Zaccagnino. “Abbiamo lavorato per proporre una ricostruzione estremamente precisa nei dettagli, per mostrare al pubblico com’era composto un vero campo dell'epoca e far rivivere un'esperienza il più possibile fedele alla realtà storica.”
Tra tende, rifugi di fortuna e strumenti della vita quotidiana del tempo, la storia esce dai volumi accademici e si trasforma in un'esperienza visiva e sensoriale offrendo ai visitatori un viaggio emozionante nel passato del Sud.





