Trasformare l'impatto e il contributo del territorio al sistema energetico nazionale in un fattore di sviluppo concreto, misurabile e strutturale. È l'obiettivo della proposta di legge per l'istituzione della Zona Franca Energetica della Basilicata che porta la firma dei consiglieri Roberto Cifarelli, presidente della Seconda Commissione consiliare permanente (Bilancio e Programmazione), e Rocco Luigi Leone, presidente della Terza Commissione (Attività produttive, Territorio e Ambiente).
La proposta di legge muove dal ruolo centrale della Basilicata nel panorama energetico italiano, dalla produzione di idrocarburi come petrolio e gas naturale fino all'espansione delle fonti rinnovabili, e individua quattro direttrici chiave. Il piano prevede innanzitutto interventi sulla fiscalità energetica nei limiti stabiliti dalle norme europee e nazionali, affiancati da un sostegno diretto ai costi energetici di famiglie e imprese con la verifica delle disponibilità di gas. Parallelamente, si punta a valorizzare le fonti rinnovabili attraverso autoconsumo, condivisione dell'energia, contratti a lungo termine e sistemi di accumulo, integrando infine il tutto con le agevolazioni della ZES Unica per incrementare l'attrattività degli investimenti sul territorio.
Perno centrale del provvedimento sarà la predisposizione di un Dossier tecnico, chiamato a valutare la fattibilità economica e la conformità giuridica dell'operazione, comprese le verifiche sugli aiuti di Stato, il regime de minimis e la normativa UE sulla tassazione energetica.
Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale coordinerà i lavori delle strutture competenti per avviare l'istruttoria. Successivamente, entro centoventi giorni, verrà completato il Dossier tecnico. Una volta pronto, il documento passerà all'esame del Consiglio regionale per diventare la base con cui la Regione si presenterà al tavolo di confronto con il Governo nazionale, coinvolgendo nel processo anche le forze produttive e le parti sociali.



