Dopo 50 anni si vede una luce in fondo al tunnel del distretto G. Dopo il collaudo di un primo tratto di 6,5 chilometri dell'adduttore di collegamento della diga di Acerenza con quella di Genzano, avvenuto il 15 settembre scorso, si torna a parlare di schemi irrigui: il vicepresidente della Regione Basilicata è intervenuto all’incontro pubblico di Genzano di Lucania dedicato al comprensorio irriguo dell’Alto Bradano.
“Un’opera pensata nel 198 - ha detto Pepe - finanziata nel 2006 e rimasta per troppo tempo nel cassetto. Oggi abbiamo motivi per guardare al futuro del Distretto G con una prospettiva diversa. Dopo decenni di attesa, si lavora a una nuova fase per realizzare un’infrastruttura che consentirà di portare l’acqua nei campi dell’Alto Bradano. Il nostro obiettivo è aiutare i territori perché possano esprimere pienamente le loro potenzialità”.
L'intervento infatti fu inserito nel 1987, oltre 49 anni fa, come progetto speciale della Cassa del Mezzogiorno, per dare sollievo all'agricoltura lucana. Ma da allora ad oggi lo schema è rimasto incompleto, mancando le opere di collegamento tra gli invasi progettati. Ma ora sembra finalmente più vicino l'obiettivo di servire i terreni dell'Alto Bradano, per l'irrigazione di oltre 10.000-13.000 ettari nei comuni di Genzano di Lucania, Acerenza, Banzi, Palazzo San Gervasio ed Irsina
I lavori di attrezzamento del Distretto G, al centro dell'iniziativa promossa a Genzano di Lucania, sono finanziati con circa 50 milioni di euro. Il contratto con l’impresa esecutrice è stato sottoscritto a fine luglio, a seguito dell’elaborazione di una variante progettuale. Conclusi gli adempimenti preliminari, si procederà all'avvio dei lavori nel breve periodo.
“Quello che è accaduto negli ultimi due anni non è frutto del caso. Dietro questi risultati - ha detto Pepe - c’è l’impegno di un’intera struttura regionale, quella della Direzione generale Infrastrutture, che ha lavorato con continuità per recuperare ritardi accumulati nel corso di decenni. A ciò si aggiunge una sinergia eccellente con tutti gli attori istituzionali coinvolti, nel caso di specie con il Consorzio di Bonifica della Basilicata, ciascuno per le proprie competenze. È un lavoro di squadra che ha consentito di affrontare questioni tecniche e amministrative complesse e di imprimere una svolta a opere attese da generazioni. Il tempo non si ferma con le mani e non possiamo restituire ai cittadini quello perso, ma abbiamo il dovere di non sprecarne altro”.
Il Distretto G si inserisce nel più ampio percorso di completamento dello schema idrico Basento-Bradano. In particolare, nel corso dell'incontro è stato spiegato che sono terminati i lavori di riconnessione delle dighe di Acerenza e Genzano, con il ripristino di un collegamento lungo 16 chilometri, con un investimento complessivo di circa 25 milioni nell’arco di poco più di un anno.
“Acqua è futuro - ha concluso Pepe - perché la disponibilità della risorsa idrica offre la certezza necessaria per programmare gli investimenti, migliorare le produzioni e guardare con fiducia agli anni che verranno. Dobbiamo pensare a ieri, per comprendere quanto tempo sia stato perduto, ma soprattutto a domani, alla luce di quello che sta accadendo con il completamento dello schema idrico Basento-Bradano. Se a questo aggiungiamo lo sforzo che stiamo compiendo sulla viabilità strategica, possiamo costruire condizioni nuove per lo sviluppo delle nostre aree interne. Una Basilicata che investe nelle proprie infrastrutture, valorizza le sue risorse e sostiene le imprese può rafforzare il proprio ruolo nel panorama economico nazionale e acquisire maggiore credibilità nell’attrazione di nuove risorse pubbliche e private. È questa la prospettiva sulla quale stiamo lavorando”.



