LA POLIZIA DI STATO CELEBRA SAN MICHELE ARCANGELO

Una giornata di festa che riafferma il legame profondo tra chi veste la divisa e il tessuto sociale che è chiamato a proteggere. A Potenza, le celebrazioni per San Michele Arcangelo sono diventate il simbolo di un impegno quotidiano fatto di presenza, ascolto e legalità.

Il Questore di Potenza, Raffaele Gargiulo, ha sottolineato il profondo significato della festività: “Sentiamo molto la festa del nostro patrono. È un’occasione per incontrarci, per incontrare la cittadinanza e per rinnovare il senso del nostro impegno quotidiano a favore delle collettività. Ci fa piacere ricevere attestati di stima e la vicinanza da parte di tutti i rappresentanti delle istituzioni. L’augurio è quello di lavorare con passione, con serenità, nella consapevolezza che abbiamo bisogno anche di fare qualche sacrificio.”

La solenne celebrazione eucaristica è stata officiata da Mons. Davide Carbonaro, che nella sua omelia ha offerto una riflessione teologica ed etica sul ruolo degli Angeli e, per estensione, sulla missione affidata alle Forze dell’Ordine.

Collegando la figura di San Michele — proclamato patrono della Polizia di Stato da Papa Pio XII nel 1949 — all'operato quotidiano dei poliziotti, Mons. Carbonaro ha evidenziato come la protezione della collettività richiami direttamente il compito angelico: “A voi carissimi fratelli è affidata questa speciale cura e protezione della gente e delle città nelle quali occorre vigilare, perché il male non abbia l’ultima parola, la furbizia non diventi la regola comune, l’ingiustizia non sia all’ordine del giorno.”

L'Arcivescovo ha rivolto un accorato appello al contrasto delle piaghe sociali che affliggono il territorio, denunciando in particolare i fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato: “Vi chiedo uno sguardo attento al nostro territorio - ha evidenziato - soprattutto per la tutela delle giovani generazioni e per la custodia dei mondi del lavoro, in particolare dove gli abusi del caporalato non siano più perpetrati. Non è possibile sentire di salari di fame e di umanità sfruttata e scartata.”

Alle Forze dell'Ordine e alla comunità resta il compito di continuare a proteggere gli ultimi e difendere la giustizia, affinché la dedizione e la vigilanza sul territorio restino il pilastro della convivenza civile.


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