ACERENZA: ENTRA IN ESERCZIO LA PRIMA PARTE DELL’ADDUTTORE PER LA DIGA DI GENZANO

Una data storica per il sistema di irrigazione della Basilicata e per lo schema idrico Basento-Bradano: dopo oltre trent’anni dalla sua realizzazione,  sono state avviate le operazioni tecniche per il collaudo dei primi 6,5 chilometri dell’adduttore che collegherà la diga di Acerenza con quella di Genzano.

È il primo tratto dell’infrastruttura, che va dalla diga fino alla valvola esistente a circa 500 metri a valle dell’intervento di ripristino della condotta danneggiata da una frana. “Oggi non parliamo più di un’opera ferma o di un progetto da recuperare, ma di un adduttore che comincia il percorso verso la piena entrata in esercizio”, commenta il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, con delega alle Reti idriche, Pasquale Pepe.

Grazie all’operazione avviata ad Acerenza si ritorna a parlare di Distretto G, un’area irrigua concepita nei tardi anni 80 del secolo scorso come progetto speciale della Cassa per il Mezzogiorno.  Alle operazioni hanno partecipato, insieme a Pepe, il direttore generale alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Nino Altomonte, il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli, e i dirigenti tecnici dell’Autorità Giuseppe Maria Grimaldi e Pasquale Coccaro.

L’adduttore Acerenza-Genzano è stato realizzato tra il 1989 e il 1995 e sviluppa una lunghezza complessiva di circa 16 chilometri. Il primo tratto, lungo complessivamente circa 11 chilometri e con diametro di 2,5 metri, è costituito da tratti di condotta pensile in acciaio e tratti di condotta interrata in calcestruzzo armato precompresso. Il secondo tratto è costituito da una galleria in calcestruzzo armato, con diametro tra i 2 e i 2,5 metri, lunga circa 5 chilometri.

L’infrastruttura non era mai entrata in funzione a causa di una frana che aveva compromesso l’allineamento e la funzionalità della condotta. Gli interventi sul tratto interessato dallo smottamento, avviati nel maggio 2025 e conclusi nel giugno 2026 a cura del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, hanno richiesto un investimento di 9 milioni di euro.

Le operazioni avviate oggi riguardano i primi 6,5 chilometri dell’adduttore. Per arrivare alla piena funzionalità dell’intero collegamento dovranno essere completati gli interventi di ripristino della galleria verso Genzano di Lucania, lunga complessivamente circa 5 chilometri e interessata da lavori su un settore di circa due chilometri deteriorato nel tempo. 

L’intervento, anch’esso a cura del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino, è finanziato con ulteriori 11,5 milioni di euro e la conclusione è prevista entro la fine di novembre. L’investimento complessivo sui due interventi, con fondi PNRR, ammonta quindi a 20,5 milioni di euro.

Il collegamento Acerenza-Genzano rappresenta una componente dello schema idrico Basento-Bradano. Il sistema è stato concepito per trasferire le acque del Basento verso la diga di Acerenza attraverso la traversa di Trivigno e, mediante l’adduttore in corso di ripristino, verso l’invaso di Genzano. 

Insomma, l’intervento avviato oggi rappresenta il primo passo concreto verso il Distretto G. “La Basilicata - ha commentato Pepe - non può affrontare le fasi di scarsità contando soltanto sull’acqua presente, in un determinato momento, in un singolo invaso. Dobbiamo avere una rete capace di trasferire la risorsa dove serve e di conservarla quando è disponibile. Acerenza e Genzano possono diventare due elementi di un sistema più ampio, a servizio innanzitutto dell’agricoltura dell’Alto Bradano e, in prospettiva, anche della sicurezza idropotabile. Dopo decenni trascorsi a parlare del completamento dello schema Basento-Bradano, stiamo ricostruendo uno dopo l’altro i collegamenti necessari perché possa finalmente funzionare come un sistema”. Insomma, per dirla con lo stesso Pepe, siamo in dirittura d’arrivo anche se trattandosi di opere iniziate decenni fa c’è sempre il rischio di un imprevisto dietro l’angolo.

Vera Corbelli: “Questo si colloca in un programma molto più vasto, che stiamo portando avanti dal 2018. Si tratta di una azione di efficientamento di tutte le otto dighe, comprese Montecotugno e Pertusillo. Ci poniamo dentro il concetto di resilienza e di recupero della risorsa idrica".


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