Salire quei gradini significa ripercorrere la storia di una rinascita. Con una cerimonia molto partecipata, l’Amministrazione Comunale di Balvano ha inaugurato la Scalinata Cav. Michele Ferrero, intitolando uno dei luoghi simbolici del paese all'imprenditore piemontese che, all'indomani del devastante terremoto del 1980, scelse di scommettere sul futuro della Lucania.
Non si tratta di un semplice tributo toponomastico, ma del riconoscimento di un'alleanza industriale e umana che ha cambiato per sempre il destino del territorio. Oggi lo stabilimento Ferrero di Balvano rappresenta un pilastro produttivo per l'intera regione. A tratteggiare la dimensione attuale della fabbrica è Marco Soldi, Direttore dello stabilimento lucano: “Ci sono circa 800 persone impiegate, e il 95% proviene sicuramente dalla zona e dal territorio. Per quanto riguarda l'indotto, una buona parte delle nostre materie prime viene acquistata localmente: abbiamo fornitori e contractor che lavorano all'interno dello stabilimento provenienti dai paesi vicini, da Balvano a Baragiano. Anche la logistica è affidata a realtà locali. Siamo una realtà cruciale per tutta la Lucania.”
Oltre ai numeri, a definire l'eredità del Cavaliere Michele Ferrero è la filosofia aziendale, da sempre attenta al benessere delle maestranze. Lo conferma Rocco De Angelis, ex dipendente che ha attraversato oltre trent'anni di storia dello stabilimento: “Sono entrato in Ferrero nell'88 e sono uscito nel 2020. È stata un'esperienza particolare: non eravamo abituati ad avere datori di lavoro con un tale rispetto per la persona. Mettevano al centro l'umano, non solo il dipendente. Questa è stata la mia grande esperienza.”
La storia della Ferrero a Balvano si intreccia inevitabilmente con la memoria ferita del 23 novembre 1980. Una ferita che la testimonianza di Fernando Caso, lavoratore dello stabilimento da 39 anni, trasforma in un racconto di speranza:
“Eravamo in una situazione disastrata. Con il terremoto abbiamo vissuto un dramma terribile: avevo 17 anni e ricordo ancora la corsa verso la chiesa, dove persero la vita un centinaio di persone. Qui non c'era più nulla. Poi, per fortuna, è arrivata la Ferrero e ci ha risollevati. Oggi ho 63 anni, ho costruito una famiglia, ho figli sposati e tre nipoti. Grazie alla Ferrero sono potuto rimanere nella mia terra.”
La nuova scalinata di Balvano non unisce quindi solo due punti del paese, ma rappresenta idealmente i gradini percorsi da un’intera comunità per rialzarsi dalla tragedia, guidata dal lavoro, dalla dignità e dalla visione illuminata del Cavaliere Michele Ferrero.



