LUCANIA FILM FESTIVAL: ROCCO CALANDRIELLO SVELA I SEGRETI DELLA 25ESIMA EDIZIONE

Dopo le anteprime di Matera, Pisticci e Tolve, la venticinquesima edizione del Lucania Film Festival entra nel vivo. L'edizione 2026 di questa iniziativa, nata con gli obiettivi di  promozione, diffusione e formazione cinematografica, la racconta ai microfoni di Basilicata Digital Channel Rocco Calandriello, direttore storico e fondatore della manifestazione.

"Il Festival propone sezioni internazionali, film in competizione, lungometraggi,  cortometraggi, sezioni fiction sezione documentaristica. Vede la partecipazione di circa 40 autori che provengono da tutto il mondo. Ci sono molte anteprime nazionali, molte anteprime, anteprime europee e anche anteprime mondiali. La programmazione in competizione è prevista tutti i giorni, poi gli eventi collaterali connotano molto la programmazione del festival".

Ma il festival si connota anche per l'impegno in favore dell'inclusione sociale e per la profindità dei temi trattati: "Abbiamo ospiti importanti per la partecipazione Master Class. Ci saràMariachiara Giannetta che presenta anche l'impegno del Film Festival rivolto alle audio descrizioni, che rendono il cinema accessibile anche per i vedenti. Ci sarà anche un grande classico della cinematografia iraniana all'insegna del  rispetto per le donne, Persepolis".  

Tra gli ospiti che si succederanno nel corso della settimana:  Makhmalbaf , Francesco Cancellato, Marco Tullio Giordana che presenterà "I 100 passi" nellìambito del primo premio che dedichiamo proprio a San Rocco. Giordana riceverà un'opera d'arte realizzata dal maestro Mimmo Paladino.

Altri momenti topici del Festival? "Abbiamo la delegazione delle Filippine, poi avremo anche uno straordinario momento con il corteo straordinario del sudario dei bambini palestinesi perché è un festival che deve raccontare il mondo e quindi anche il senso di colpa, inteso come la necessità di avere dei dubbi sulle verità che ci raccontano e di mettere al centro l'umanità. Si chiudrà il giorno 9,  con un momento commemorativo dedicato al maestro Pasolini, un grande funerale con la banda di Tolve. Eì il momento dove elaboriamo la mancanza. Dopo aver collettivizzato la mancanza, possiamo ritrovare il senso dell'unione, il senso dello stare insieme. Questo è il festival".

 

 


 

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