ECHO, ALLA CAPPELLA DEI CELESTINI UNA MOSTRA A CURA DI PARENTI E NAPOLI

Nella Cappella dei Celestini è stata inaugurata "Echo", mostra d'arte contemporanea a cura di Denise Parenti e Luigi Napoli. In mostra anche le opere di Barbara Coco ed Elisa Curcio. Quattro giovani artisti dell'Accademia di Belle arti di Firenze, raccontano il loro punto di vista sul mondo. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 18 agosto. 

"La mostra - spiega Denise Parenti - unisce varie poetiche che parlano tutte della condizione umana. Ho voluto portare nella mia città una parte del mio percorso artistico di studio a Firenze. Siamo tutti studenti dell'Accademia di Belle Arti e parliamo della condizione umana sotto vari punti di vista: l'attesa, la critica sociale e il corpo".

Un'umanità piena di dubbi, come spiegato da Luigi Napoli, dubbi esistenziali, domande su cosa c'è dopo, su come attendere risposte o più che altro cercarle, con tentativi che non portano da nessuna parte.

Una mostra che vuol far pensare lo spettatore, lasciando domande aperte a chi guarda.

"Descrivo esattamente la sensazione di impotenza che si ha in questa generazione - ha spiegato Elisa Curcio - è un incentivo a fare qualcosa, a combattere questa impotenza generale lavorando sul corpo come luogo di frattura identitaria. Un corpo che non si riconosce in sé stesso e che quindi si sottrae molto spesso allo sguardo dello spettatore attraverso una pittura molto gestuale e pose soprattutto chiuse. Rientrava nel concept che abbiamo voluto raccontare con tutta la mostra proprio perché cerco di parlare di un'identità frammentaria, un corpo che non si rispecchia e non trova posto in se stesso".

Un'idea sul mondo ironica e divertente è quella di Barbara Coco, che vuole dimostrare come sia decadente la nostra società. "Faccio tutto questo con un tocco di ironia per suscitare all'impatto una risata e poi lasciare con l'amaro in bocca".

"Oggi i linguaggi sono cambiati - precisa il critico d'arte Rino Cardone - si conserva quella dimensione dell'espressionismo psicologico tipico di quegli anni, ma si lavora molto sulla ricerca. Qui troviamo lavori con stampa 3D, colori luminescenti e l'uso della pomice che si mischia alle tecniche e ai colori tradizionali come l'olio e l'acrilico.

Sono quattro giovani: due campani, una lucana e una siciliana, tutti ormai alle soglie della laurea, artisti talentuosi. È bella anche l'idea di promuoversi in proprio con questa iniziativa autogestita che ricorda l'idea dei movimenti degli anni '70-'80. Pensiamo alla Quinta Generazione di Potenza, alla Scuola di Scafati e a tutti i grandi movimenti come la Transavanguardia e la Pittura Colta".

 

 


 

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