AL CORTOCIRCUITO FESTIVAL IL PIANISTA GIANLUCA FARAGLI E IL SUO CHRONOS/KAIROS

Nuovo appuntamento per il Cortocircuito festival, l’appuntamento itinerante che si prefigge lo scopo di avvicinare più persone alla grande musica e, contemporaneamente, valorizzare tanti preziosi contenitori storici, artistici e architettonici che il territorio offre a partire dalla città di Potenza. Nella Galleria civica l'esibizione di Gianluca Faragli.

Il pianista piemontese ha portato a Potenza il suo spettacolo, Chronos/Kairos, "un concerto per pianoforte solo - ha spiegato ai nostri microfoni - ma che in realtà evoca una serie di atmosfere.

I protagonisti di questo concerto sono compositori perlopiù contemporanei, tutti tranne Ferdinand Ries. Il concerto inizia con un brano di Thomas Adès che si intitola Darkness Visible, ispirato a una canzone di John Dowland del 1600. Ed è un brano in cui il tema di questa canzone viene frammentato tantissimo, però si può riconoscere in lontananza, quindi è il tema della memoria.

A seguire questo brano, una fantasia rhenana di Ferdinand Ries, un brano a cui sono molto legato perché ci ho costruito un progetto discografico, un'incisione di due anni fa dedicata appunto a Ferdinand Ries; in questo caso il Chronos e il Kairos, quindi il tempo che scorre e il tempo che accade che rimane sospeso, si alternano costantemente.

Poi abbiamo un brano più di ispirazione popolare di Fazıl Say, uno dei compositori contemporanei più noti, con questo Black Earth, quindi Terra Nera: è un brano malinconico della memoria in cui il tempo che scorre, provocato anche da un suono particolare che si ottiene mettendo le mani sulla cordiera (direttamente dentro al pianoforte), si alterna a una zona più sospesa, quasi magica.

Infine abbiamo ancora due brani: la Fantasia su un ostinato di John Corigliano, ispirata al secondo movimento della Settima Sinfonia di Beethoven (quindi anche in questo caso il tema del tempo come memoria), e infine un brano più lungo di Crumb, una piccola musica di mezzanotte. Qui è il regno del Kairos, con questo tempo costantemente sospeso diviso in nove movimenti in cui il tema è sempre molto frammentato, raccontando una coscienza interiore continuamente frammentata che ci porta all'eternità". 

 

 


 

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