UN PARCO PROGETTATO DAI BAMBINI DELLA SCUOLA ELEMENTARE "GIANNI RODARI"

Un luogo di ripartenza, che cancella i segni del terremoto del 1980 e ridisegna il futuro del quartiere Bucaletto. Con il taglio del nastro del nuovo parco urbano, la città di Potenza vive una giornata storica che unisce istituzioni, scuole e cittadinanza, puntando alla rigenerazione urbana e della progettazione partecipata.

La particolarità assoluta dell'opera risiede nella sua genesi, come spiegato dalla dirigente scolastica, Marcella Anna Marsico - si tratta infatti del primo laboratorio di progettazione partecipata di Potenza, che ha coinvolto direttamente i più piccoli. Gli alunni della scuola "Gianni Rodari" di Bucaletto, guidati dalle loro insegnanti, hanno lavorato per mesi al progetto "Il parco che vorrei", avviato su impulso dell’allora vicesindaco Antonio Vigilante.

I bambini - ha spiegato la coordinatrice del plesso scolastico, Amalia Marsico, hanno visitato l'area prima dell'apertura del cantiere, hanno preso le misure, analizzato i disegni e immaginato, come veri e propri piccoli ingegneri, ogni singolo elemento da inserire. I progettisti, gli uffici comunali e l'impresa hanno poi recepito e tradotto in realtà queste idee. Agli stessi alunni è stata affidata anche la scelta del nome, intitolato proprio a "Gianni Rodari", come la loro scuola.

L'inaugurazione ha rappresentato anche un momento di forte maturità politica, caratterizzato dalla collaborazione e dal riconoscimento del lavoro svolto tra amministrazioni di colore politico diverso. Un ringraziamento speciale è stato rivolto all'ex amministrazione, infatti, per aver avviato il percorso e aver collaborato attivamente per la riuscita dell'opera.

Per la scuola locale, definita un vero e proprio "baluardo" sul territorio, culminato con la consegna di uno spazio pubblico che i bambini avranno il compito di difendere e custodire.

 

 


 

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