EMERGENZA CARCERI TRA UMANIZZAZIONE DELLA PENA E RIFORME URGENTI

La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza, Carmen D’Anzi, ha aderito alla giornata di mobilitazione nazionale nata per riaccendere i riflettori sulle condizioni drammatiche in cui versano gli istituti penitenziari italiani. Un percorso che punta a promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dall'aumento dei detenuti e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna.

Fenomeni come il sovraffollamento, i suicidi, l'alto numero di persone con tossicodipendenza e la grave carenza di organico degli agenti di Polizia Penitenziaria, del personale medico, degli psicologi e degli educatori richiedono soluzioni non più rinviabili. Per invertire questa rotta, la Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali ha messo sul tavolo quattro proposte: la prima riguarda l'introduzione di una liberazione anticipata speciale, che porti da 45 a 75 giorni per ciascun semestre la detrazione di pena per i detenuti che partecipano positivamente al percorso trattamentale; si chiede poi un intervento immediato per chi ha un residuo di pena inferiore a un anno, non sia condannato per reati ostativi e non presenti esigenze di sicurezza misura che, in Italia, interesserebbe circa ottomila o novemila persone, che potrebbero essere accompagnate verso detenzione domiciliare, lavoro, cure e reinserimento; la terza proposta mira a favorire l'affidamento alle comunità terapeutiche per i detenuti tossicodipendenti; infine, si sollecita l'aumento dei braccialetti elettronici, visto che la mancanza di forniture provoca oggi un prolungamento della permanenza in cella.

I numeri del panorama nazionale descrivono un'emergenza assoluta. In Italia sono presenti oltre 64.700 detenuti a fronte di circa 51.000 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento che sfiora il 140%. I posti reali sono ancora meno a causa di quasi cinquemila spazi inagibili o in ristrutturazione, mentre la piaga dei suicidi ha già fatto registrare 39 decessi dall'inizio dell'anno sul territorio nazionale.

Scendendo nel dettaglio del territorio lucano, la Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza ospita attualmente 176 detenuti, tra cui 13 donne e 31 stranieri, su una capienza regolamentare di 107 posti. Tra i reclusi si contano ben 65 persone con problemi di dipendenza, mentre sul fronte del reinserimento si registrano 4 semiliberi e 9 beneficiari del lavoro all'esterno. La Polizia Penitenziaria conta 120 agenti in servizio, ma soffre di una carenza di 23 unità nel ruolo agenti-assistenti maschili. A Melfi la situazione vede la presenza di 98 detenuti, di cui 6 stranieri e 12 tossicodipendenti; qui la risposta trattamentale è attiva con 35 reclusi impegnati in attività lavorative per l'Amministrazione, ma l'organico della Polizia Penitenziaria è fortemente ridotto, con soli 85 agenti in servizio sui 119 previsti. Per quanto riguarda l'Istituto Penale per i Minorenni, la struttura è al completo con 18 ragazzi su altrettanti posti disponibili. 

Il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio all'inizio di luglio ospitava 93 trattenuti a fronte di una capienza effettiva di 104 persone. Sulla struttura si riflette la recente decisione del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato da ASGI e Cittadinanzattiva. I giudici hanno rilevato un'attuazione solo parziale delle disposizioni da parte del Ministero dell'Interno, che ora avrà sei mesi di tempo per condurre un'istruttoria approfondita sulle condizioni di salute all'interno del centro e varare un nuovo capitolato d'appalto, dopo che già nel 2025 erano pervenuti importanti pronunciamenti da Cassazione e Corte Costituzionale.

Tra i progetti di recupero spicca il laboratorio di scrittura rap svolto a giugno con l’artista Kento, voluto dalla Garante D’Anzi.

 

 


 

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