All'apparenza è stata solo una festa, quella di Santa Maria della Speranza a Bucaletto. Ma non è stata solo una festa. E' stata l'urlo gioioso di una comunità che sembra guardare al futuro non più con paura, sospetto, attesa e rabbia. E' stata una carezza per chi ricordava l'abbandono di Bucaletto, la sua interminabile ricostruzione, le strade dissestate e i prefabbricati fatiscenti.
Bucaletto ora è un'altra cosa. E nel primo Festival Gospel quella comunità ha urlato la sua voglia di rialzarsi e raccontare che quella periferia lontana anche fisicamente dalla città non è più degradata e abbandonata. Ci sono bimbi, tanti ragazzi, c'è uno spazio fisico che li accoglie e li accompagna.
C'è quella nuova chiesa, che non poteva che essere dedicata a Santa Maria della Speranza, con due sacerdoti - don Luigi e don Salvatore - che hanno scelto di essere totalmente in quella comunità. Che in pochi anni hanno dato un'anima a quegli spazi, l'hanno riempita da ragazzi, hanno creato una polisportiva, c'è il centro estivo. Dura fino alle 17, si mangia anche lì e in cucina c'è don Luigi.
E in una serata tipicamente potentina, con un vento ritenuto troppo freddo per gli artisti di Napoli, quella voglia di rialzarsi ha dato voce al primo Festival Gospel della città di Potenza. Proprio lì, a Bucaletto, con il palco accanto alla chiesa illuminata dalle luminarie.
E che potere straordinario ha la musica. "Il Gospel - spiega Mariano Grosso, presidente dell'associazione "Coro sonoro" - è musica di confine, delle periferie. Quale luogo poteva ospitare un Festival del genere, quindi, se non Bucaletto? Un luogo problematico ma che sta avendo il suo riscatto grazie alla parrocchia e ai parroci".
Sul palco allestito davanti accanto alla chiesa sono saliti quattro cori: l'unico coro regionale, "Voice's Power" di Potenza, diretto da Giusi Telesca, i Gospel Voices di Napoli, il Daunia Gospel Choir & Band di Foggia e il coro PopUp di Cosenza. Alla fine dell'esibizione singola, sul palco sono saliti i componenti di tutti i cori, una sessantina di persone, per un ultimo incredibile regalo a Bucaletto e alla sua comunità.
Un'energia straordinaria, una preghiera in musica trascinante e coinvolgente. Che ha unito Bucaletto e idealmente tutto il Sud in un momento di voglia di rinascita e speranza. E non poteva esserci un luogo migliore.
















