Ha intonato l'inno nazionale vestendo con leggiadria il cappello da bersagliere. Ma prima ha confessato ai giornalisti locali che la attendevano in piazza Mario Pagano a Potenza, tutta la sua emozione. Arisa, la cantante che da contrada Sciffra di Pignola ha conquistati l'Italia e non solo, è di certo l'attrazione principale della festa della Repubblica a Potenza.
Lei però, simpatica ed alla mano come al solito, si schermisce: "Sono solo una piccola parte di questa bellissima manifestazione che coinvolge tantissimi protagonisti". Presenti i genigtori, ma Arisa ammette che avrebbe voluto portare anche i suoi cani, che fanno parte della famiglia.
Sulla sua Basilicata dice: "Bisogna credere in questa terra, perché noi ad esempio siamo stati portati dalla Regione Basilicata all'accademia di Mogol. Noi siamo a volte un po' sfiduciati nei confronti di questa terra, forse anche a ragione perché non va tutto benissimo, però in generale se ci crediamo le cose possono cambiare. Bisogna crederci e far sentire anche il peso dell'aspettativa".
Arisa ha ricordato i tempi dell'Accademia di Mogol: "Ricordo che all'epoca fu facile, avevamo la possibilità di andare in e lo manifestammo allea Regione che ci aiutò ad andare tutti. Ci misero a disposizione un pullman che ci portò e ci venne a prendere. Per me è partito tutto da lì ma anche per tante altre persone,. Ci sono tanti ragazzi di quell'annata che fanno qualcosa nella musica a livello molto professionale. La Regione deve continuare a sostenere i giovani e per promuovere il talento, dando la possibilità ai giovani di talento di uscire e di poter tornare".
Sul suo ultimo disco, ricorda in maniera particolare una canzone nata in un giorno a Maratea: "Attraverso le canzoni la gente si incuriosisce e va a vedere i posti, così una fettina di turismo ce la assicuriamo".














