DUE GIUGNO, L'EMOZIONE DI ARISA PRIMA DI CANTARE L'INNO NAZIONALE

Ha intonato l'inno nazionale vestendo con leggiadria il cappello da bersagliere. Ma prima ha confessato ai giornalisti locali che la attendevano in piazza Mario Pagano a Potenza, tutta la sua emozione. Arisa, la cantante che da contrada Sciffra di Pignola ha conquistati l'Italia e non solo, è di certo l'attrazione principale della festa della Repubblica a Potenza.

Lei però, simpatica ed alla mano come al solito, si schermisce: "Sono solo una piccola parte di questa bellissima manifestazione che coinvolge tantissimi protagonisti". Presenti i genigtori, ma Arisa ammette che avrebbe voluto portare anche i suoi cani, che fanno parte della famiglia.

Sulla sua Basilicata dice: "Bisogna credere in questa terra, perché noi ad esempio siamo stati portati dalla Regione Basilicata all'accademia di Mogol. Noi siamo a volte un po' sfiduciati nei confronti di questa terra, forse anche a ragione perché non va tutto benissimo, però in generale se ci crediamo le cose possono cambiare. Bisogna crederci e far sentire anche il peso dell'aspettativa".

Arisa ha ricordato i tempi dell'Accademia di Mogol: "Ricordo che all'epoca fu facile, avevamo la possibilità di andare in e lo manifestammo allea Regione che ci aiutò ad andare tutti. Ci misero a disposizione un pullman che ci portò e ci venne a prendere. Per me è partito tutto da lì ma anche per tante altre persone,. Ci sono tanti ragazzi di quell'annata che fanno qualcosa nella musica a livello molto professionale. La Regione deve continuare a sostenere i giovani e per promuovere il talento, dando la possibilità ai giovani di talento di uscire e di poter tornare".

Sul suo ultimo disco, ricorda in maniera particolare una canzone nata in un giorno a Maratea: "Attraverso le canzoni la gente si incuriosisce e va a vedere i posti, così una fettina di turismo ce la assicuriamo".


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