ALLA PARROCCHIA DI ROSSELLINO SI E' CHIUSO UN INTENSO ANNO PASTORALE

Un momento simbolico  per "ringraziare per tutto quanto abbiamo fatto quest'anno. Abbiamo vissuto un momento molto importante lo scorso 8 aprile quando siamo stati ricevuti da Papa Leone e lui ha benedetto il busto reliquiario di Santa Rita.

E ancora, il 18 aprile, nell'anniversario del giorno in cui Santa Rita mette la spina sulla fronte, l'abbiamo introdotto solennemente qui in parrocchia". Il parroco don Domenico è grato per quello che è stato un anno pastorale molto intenso per la parrocchia "Santa Famiglia di Nazareth" di Rossellino. 

E, nella mattinata di domenica 31 maggio, la statua della Madonna del Carmine della parrocchia è stata portata in solenne processione per le strade del rione. 

"Abbiamo fatto una mostra - racconta don Domenico - nei locali della parrocchia, in cui abbiamo provato a raccontare non solo quella che è la storia di Santa Rita, ma il suo messaggio. Infatti c'era una parte dedicata ai luoghi dove Santa Rita è nata e cresciuta fino al momento in cui poi è entrata in monastero, questa località che si chiama Rocca Porena; avendo così la possibilità di entrare, attraverso delle foto, in questi posti.  Abbiamo potuto capire come Santa Rita abbia costruito la sua santità nel quotidiano, come ciascuno di noi e anche tra molte difficoltà, così come la sua biografia ci racconta". 

Poi quest'anno "abbiamo avuto anche la vita dell'oratorio molto attiva, con questi animatori che attirano anche altri giovani. Stiamo anche provando a fare una svolta nel modo con cui animiamo la catechesi parrocchiale, cioè una modalità sempre più laboratoriale, vissuta non solo con i ragazzi, ma anche con i genitori dei ragazzi. L'anno scorso abbiamo iniziato con un solo appuntamento con ogni gruppo; quest'anno siamo arrivati a cinque, in base alle possibilità del calendario. Ed è stato proprio bello vedere ragazzi, genitori e catechisti lavorare insieme anche facendo delle cose pratiche: cartelloni, macchinine, insomma, ci siamo inventati un po' di tutto. Questo è stato per me una cosa molto bella, sia per la modalità dello stare insieme, ma anche per superare questo concetto che il catechismo sia una sorta di scuola dove si viene a imparare".

Aumentato anche l'impegno parrocchiale del gruppo di ascolto della Caritas: "Purtroppo - spiega don Domenico - è aumentato anche il bacino di utenza. Pensi che abbiamo iniziato appena 3 anni fa e avevamo solo due persone che usufruivano del nostro accompagnamento. Adesso abbiamo superato la quota 20. Questo è un lavoro nascosto che non appare, come è giusto che sia, però è un qualcosa che penso ci dia tanta speranza ed è anche un motivo di gratitudine per il Centro Diocesano Caritas, che ci accompagna in questo percorso, fornendoci il supporto non solo giuridico ma anche formativo e in linea con la risoluzione di alcuni problemi pratici".

 


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