Come da tradizione, i festeggiamenti in onore di San Gerardo sono culminati con la Santa Messa e la solenne processione che ha attraversato le vie del centro storico. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato l'Arcivescovo, Monsignor Davide Carbonaro, che nella sua omelia ha invitato i fedeli a superare il rischio di una "tradizione identitaria vuota" o di un semplice "frammento di emozione momentanea" per riscoprire le radici autentiche e cristiane della festa.
Monsignor Carbonaro ha richiamato la figura storica di Gerardo, che giungendo da Piacenza conquistò la fiducia dei potentini, il Vescovo ha ridefinito il concetto stesso di "protettore".
Partendo dal significato del termine proteggere (tegere, coprire come un tetto), Monsignor Carbonaro ha lanciato un forte appello all'unità e all'accoglienza, ricordando che siamo chiamati a riconoscerci "fratelli tutti" sotto l'unico tetto del Vangelo, arginando la tentazione di un "neopaganesimo di ritorno" fatto di svago fine a se stesso.
L'Arcivescovo ha esortato la città a non trasformare la propria identità in una "tana" o in un "recinto", ma ad aprire il cuore alle sfide della storia con un pensiero rivolto ai drammi internazionali contemporanei.














