Non solo una ricorrenza, ma un metodo di lavoro. È questo il messaggio centrale emerso dal confronto tra le Consigliere di Parità e i rappresentanti istituzionali lucani, in occasione del lancio dell’iniziativa promossa da ANCI nazionale e dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’obiettivo è chiaro: trasformare ogni Comune in un presidio attivo contro la violenza di genere, sia essa domestica o lavorativa.
Ivana Pipponzi, Consigliera di Parità della Regione Basilicata, ha sottolineato come la battaglia si combatta su più fronti. "Dobbiamo essere attenti ogni giorno per scongiurare fenomeni che non riguardano solo l’ambito domestico, ma anche quello lavorativo", ha dichiarato.
Codici di condotta: Per sostenere le lavoratrici nel loro ambiente professionale.
Piani di azione triennali: Documenti validati dalle Consigliere che definiscono un modus procedendi a tutela delle dipendenti.
Sportelli di ascolto: In collaborazione con il Dipartimento Salute, per offrire supporto psicologico e legale.
Pipponzi ha inoltre lanciato un allarme sulle molestie sessuali nei luoghi di lavoro, definendole "la più stringente forma di discriminazione ai sensi dell'art. 26 del Codice sulle pari opportunità". Il problema resta il sommerso: "Molte lavoratrici temono ritorsioni o licenziamenti, oltre alla cosiddetta vittimizzazione secondaria. Il nostro compito è orientarle e proteggerle, collaborando strettamente con le forze dell'ordine".
Sull'importanza del linguaggio e della visibilità si è soffermata Simona Bonito, Consigliera di Parità della Provincia di Potenza. Per Bonito, l'iniziativa nazionale deve essere declinata sul territorio attraverso una comunicazione efficace che coinvolga sindaci e operatori dell'informazione.
"Una bandiera appesa in ogni Comune può sembrare un gesto semplice, ma fa parte di una semiotica delle immagini necessaria per raccontare da dove partiamo", ha spiegato Bonito.
L'idea è quella di un'azione che parta dal basso, coinvolgendo non solo le amministrazioni ma anche il tessuto associativo locale, per raggiungere capillarmente il maggior numero di cittadini possibile.
L’alleanza tra la Ministra Roccella, l’ANCI e le realtà locali è stata accolta con favore anche da Vittoria Rotunno, Consigliera di Parità della Regione Basilicata, che ha lodato la tempestività della risposta territoriale.
"Esiste una grande sensibilità da parte degli amministratori locali", ha affermato Rotunno. "Il protocollo con ANCI è determinante per unire realtà differenti: associazioni, istituzioni e piccoli centri. Questo percorso ci permetterà di arrivare anche nelle aree interne più isolate, dove spesso è più difficile far sentire la presenza dello Stato e degli strumenti di tutela".L'incontro si chiude con una promessa di continuità. La sfida della Basilicata è quella di trasformare l'adesione formale ai protocolli in una pratica amministrativa costante, affinché nessuna donna, in ufficio o a casa, si senta più sola di fronte alla violenza.














