BASILICATA, RAGGIUNTO IL 65% DI DIFFERENZIATA MA MANCANO GLI IMPIANTI

Una Basilicata a due velocità, che festeggia il raggiungimento di traguardi storici ma resta impantanata in inefficienze strutturali e costi da record. È questo il quadro emerso dalla quinta edizione dell’EcoForum sull’economia circolare, l’appuntamento annuale di Legambiente Basilicata per fare il punto sulla gestione dei rifiuti nel territorio lucano.

Nel 2024 la Basilicata ha centrato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata su base regionale, attestandosi al 66,3% (+1,4% rispetto all'anno precedente). Un risultato che però, come sottolineato, arriva con ben dodici anni di ritardo rispetto alla scadenza fissata dalla normativa nazionale per il 2012.

A livello provinciale, Matera conferma un trend di crescita solido raggiungendo il 69,2% (+2,6%), mentre la provincia di Potenza si ferma al 64,5%. Nonostante i passi avanti, la Basilicata resta nelle retrovie della classifica nazionale per raccolta pro-capite: con 236 kg per abitante, supera solo la Calabria.

Se da un lato i lucani producono pochi rifiuti (356 kg/abitante, il dato più basso d’Italia), dall’altro pagano la gestione più cara del Mezzogiorno. Il costo del servizio nel 2024 è schizzato a 54,4 centesimi al kg, con un aumento del 7,1% rispetto al 2023, contro una media nazionale di 41,8 centesimi.

Durante l'evento è stata presentata la XV edizione del dossier "Comuni Ricicloni". Sono 28 i Comuni "Rifiuti Free"che sono riusciti a mantenere la produzione di secco residuo sotto i 75 kg per abitante. 25 in Provincia di Potenza (Avigliano, Muro Lucano, Pignola, Latronico e Sant'Angelo Le Fratte) e 3 in quella di Matera (Pomarico, Grassano e Miglionico).

Menzioni speciali per l'obiettivo avanzato del 75% sono andate a Bernalda, Castelmezzano e Melfi.

Il vero tallone d'Achille resta l'impiantistica. La Basilicata è l'unica regione italiana, insieme alla Valle d'Aosta, a non avere impianti attivi per il trattamento della frazione organica.

"Esportiamo 30 mila tonnellate di umido fuori regione, prevalentemente al Nord," ha denunciato Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata. "Questo nomadismo dei rifiuti pesa sulle tasche dei cittadini e sull'ambiente."

L’aggiornamento del Piano Rifiuti approvato a ottobre 2024 prevede la realizzazione di 5 nuovi impianti (tra cui i biodigestori di Potenza, Matera e Colobraro), fondamentali per trasformare l'organico in risorsa anziché in costo.

Il Direttore Scientifico di Legambiente, Andrea Minutolo, ha avvertito che la sola percentuale di differenziata non basta più: l'Europa chiede ora obiettivi di riciclo effettivo (55% al 2025). Per farlo, serve una rivoluzione industriale. "Bisogna superare la logica dello smaltimento," ha concluso Valeria Tempone, Direttrice di Legambiente Basilicata. "L’economia circolare non è solo un modo per uscire dall'emergenza, ma un’opportunità per creare investimenti e posti di lavoro sul territorio."


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