Balvano si è fermata per commemorare l’82° anniversario del disastro del treno 8017, la più grande tragedia ferroviaria. Un evento drammatico, consumatosi nel buio della Seconda Guerra Mondiale, che ancora oggi chiede giustizia e ricordo.
L’amministrazione comunale ha organizzato una serie di iniziative per onorare la memoria dei caduti. Dopo la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa Madre Santa Maria Assunta, presso il cimitero cittadino è stato svelato il mosaico in ceramica vietrese dal titolo “Momento in Memoria”, un'opera d'arte destinata a diventare simbolo tangibile del legame tra il presente e quel tragico passato.
Un momento di raccoglimento e preghiera per onorare chi ha perso la vita e custodire la memoria.
Era la notte tra il 2 e il 3 marzo 1944. L'Italia era un Paese spaccato in due dal conflitto, logorato dalla fame e dalla necessità. Il treno merci 8017, partito da Salerno e diretto a Potenza, era carico non solo di legname, ma soprattutto di centinaia di passeggeri clandestini che cercavano di raggiungere le campagne lucane per scambiare pochi beni con del cibo.
Il destino si compì all'interno della Galleria delle Armi, un tunnel di 1.692 metri tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro. A causa dell'eccessivo peso e della scarsa qualità del carbone bellico, le due locomotive a vapore iniziarono a slittare sui binari umidi, fermandosi nel cuore del traforo. In pochi minuti, il monossido di carbonio sprigionato dai motori non lasciò scampo: 517 vittime ufficiali, anche se le stime più accreditate parlano di oltre 600 morti, molti dei quali mai identificati.
Ricordare questa tragedia significa riflettere sulle conseguenze umane dei conflitti e sulla dignità di chi, in tempi di estrema povertà, ha perso tutto inseguendo la speranza.







.jpg)

.jpg)




