STUDENTI IN CORTEO CONTRO I MINI VITALIZI

Si sentono defraudati gli studenti. Di futuro, di risorse e di fiducia soprattutto. Sotto accusa i cosiddetti mini vitalizi che, in una seduta sul finire dello scorso anno, si sono auto attribuiti i rappresentanti di giunta e consiglio regionale. 

Un voto che ha indignato moltissimo i lucani - la petizione on line ha superato le 30.000 firme - ma che non ha lasciato indifferenti gli studenti che hanno manifestato in mattinata, con un corteo che partito da San Giovanni Bosco si è fermato proprio sotto il Palazzo della Regione Basilicata. 
Lo sciopero è stato proclamato dalla Consulta provinciale degli studenti di Potenza, dalla Rete degli studenti medi e dell'Opposizione studentesca d'alternativa (OSA). 
"Quando parliamo di mini-vitalizi - hanno spiegato gli studenti - parliamo delle pensioni destinate ai consiglieri regionali, circa 600 euro al compimento del 65esimo anno d'età. L'emendamento consente ai consiglieri di coprire questa contribuzione re-impossessandosi del "contributo di solidarietà", ossia di quel 10% che era stato dedicato a iniziative sociali". 
Gli studenti hanno parlato di una "ricchezza destinata a pochi e dobbiamo indignarci. E dobbiamo farlo perché i fondi che vengono meno sono gli stessi che dovrebbero essere investiti nel nostro futuro. Ma se decidiamo di rimanere, il futuro ci sembra ancora più incerto. Per questo è necessario lottare e indignarci, per il nostro futuro di studenti ma anche di cittadini lucani". 
Una politica autoreferenziale - denuncia Italo Marsico, presidente della Consulta - "due milioni di euro l'anno che andranno per i vitalizi di consiglieri ed ex consiglieri della maggioranza ma anche dell'opposizione. E noi studenti dobbiamo essere egualmente severi contro ogni ingiustizia, indifferentemente dall'appartenenza politica. Tra l'altro, a causa delle discussioni sui vitalizi, i lavori del consiglio regionale si sono completamente bloccati. Proposte di legge che, come studenti, avremmo dovuto discutere a gennaio (per esempio il congedo mestruale in tutte le scuole della Basilicata), sono state rinviate e giacciono ferme. Il tema allora è quello del disinteresse della politica per tutto ciò che riguarda la vita dei cittadini della regione. Si parla poi di questi temi a noi, che siamo la generazione destinata a non percepire una pensione. Il tema allora è quello dell'autoreferenzialità. Chiediamo allora due cose a questa classe politica: l'approvazione delle proposte che noi studenti abbiamo presentato e un cambio di passo di questa politica, che speriamo inizi a occuparsi dei suoi giovani". 


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