Sono oltre 27.000 i pensionati in Basilicata costretti a vivere con circa 600 euro al mese, una somma inadeguata a fronteggiare l'attuale costo della vita. Per rispondere a questa emergenza, la Uil e la Uil Pensionati hanno presentato una proposta di legge regionale che punta a introdurre misure strutturali di sostegno al reddito per i pensionati con assegni pari o inferiori al minimo.
Il cuore del progetto di legge, illustrato dai segretari generali Vincenzo Tortorelli (Uil) e Carmine Vaccaro (UilP), prevede l'erogazione di un sussidio economico annuale di 350 euro. Una somma corrisposta in un’unica soluzione e specificamente destinata ai pensionati residenti in Basilicata che sono titolari di trattamenti INPS pari o inferiori al minimo, a condizione che il loro nucleo familiare presenti un ISEE non superiore ai 15.000 euro.
"L’obiettivo è integrare le pensioni più basse e restituire dignità a chi ha contribuito per decenni allo sviluppo economico e civile della nostra terra", hanno spiegato. "Oggi, con una soglia media che supera di poco i 600 euro mensili, molti anziani sono scivolati in una condizione di povertà ed emarginazione che non è più tollerabile".
Per dare concretezza a questa misura, il sindacato ha stimato un fabbisogno finanziario complessivo di circa 9,7 milioni di euro. Secondo la Uil, le risorse per coprire tale spesa esistono e vanno cercate in una diversa programmazione dei fondi regionali. La proposta, già consegnata alla Presidenza del Consiglio Regionale, chiede infatti l'istituzione di un apposito capitolo di spesa nella legge finanziaria 2026-2028.
Tra le fonti di finanziamento individuate spiccano le royalties petrolifere, ma anche l'utilizzo dei Fondi Europei 2021-2027 (FSE+ e FESR), che prevedono specifiche linee d'azione per l'inclusione sociale e il contrasto alla povertà. L'idea è quella di creare un welfare regionale complementare a quello nazionale, capace di intervenire laddove lo Stato non riesce a garantire una vita dignitosa.
Tortorelli, nel corso dell’incontro, ha richiamato l'attenzione sulla disparità tra il sistema previdenziale dei lavoratori e quello della politica: "Chi ha lavorato una vita intera riceve 600 euro al mese basandosi sui contributi versati; è inaccettabile confrontare questo sacrificio con un sistema che in Regione immagina cifre simili dopo soli cinque anni di legislatura".
La Uil chiede, così, un segnale forte alla Giunta regionale, sollecitando non solo il finanziamento di questa nuova legge, ma anche l'attuazione di quella sull'invecchiamento attivo che, pur essendo stata approvata nel 2017, è rimasta finora una "scatola vuota" priva di fondi.





