Presentato a Potenza il progetto "Civico Italia": l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra politica, territori e partecipazione. Alessandro Onorato, promotore nazionale dell’iniziativa, sottolinea come la distanza crescente tra cittadini e istituzioni abbia generato sfiducia, disillusione e un progressivo allontanamento dalle urne.
Una frattura che, secondo l'esponente della neonata entità, nasce da una politica percepita come lontana, incapace di leggere le esigenze quotidiane delle comunità, specialmente nelle regioni che soffrono un forte spopolamento. La Basilicata, osserva, rappresenta uno dei casi più evidenti di un’Italia che si svuota, soprattutto nelle aree interne, per la mancanza di un serio piano industriale, di servizi adeguati e di prospettive di lavoro.
Onorato denuncia il rischio che il Paese diventi “una gigantesca Rsa” a carico delle famiglie, dove chi ha bisogno di cure o assistenza deve affrontare tutto da solo. Cita la vicenda della Stellantis come esempio emblematico di una mancanza di programmazione e garanzie reali per i lavoratori. Rivolge poi l’attenzione alla sanità, evidenziando come l’accesso ai servizi pubblici sembri ormai una lotteria, tra carenza di personale e strutture sotto pressione.
In questo contesto, la proposta di Civico Italia punta alla costruzione di una rete nazionale di amministratori e realtà civiche che, afferma Onorato, non si riconoscono più nei partiti tradizionali del centrosinistra e intendono proporre un nuovo modello di rappresentanza, più radicato nei territori e nella quotidianità delle persone. L’obiettivo è arrivare alla nascita di un movimento politico nazionale capace di colmare un vuoto che, secondo il promotore, oggi nessuna forza politica riesce a occupare, pur esistendo una maggioranza nel Paese contraria all’attuale governo. Il dialogo con il M5S e con il Partito Democratico è già avviato, ma la centralità resta il mondo civico, inteso come serbatoio di competenza e concretezza.
Nello stesso solco si inserisce l’intervento di Federica D’Andrea, coordinatrice dell’area civica lucana, che racconta come il percorso sia nato quasi spontaneamente all’interno del Consiglio comunale di Potenza, per poi estendersi in altre realtà regionali. Molti cittadini, spiega, si sono avvicinati al movimento civico proprio perché sentivano l’esigenza di partecipare e far sentire la propria voce, non solo nelle istituzioni ma anche in assemblee e momenti di confronto organizzati dal gruppo.
D’Andrea vede nel progetto nazionale una naturale evoluzione del lavoro fatto finora in Basilicata: un movimento che si fonda sulle esperienze concrete di donne e uomini impegnati nei consigli comunali e nelle associazioni, con l’obiettivo di creare una rete di amministratori capace di condividere e mettere a sistema buone pratiche provenienti non solo dalla regione, ma da tutta Italia. Secondo la coordinatrice, solo attraverso una rete solida di competenze e visioni sarà possibile cogliere le opportunità di un Mediterraneo tornato centrale anche dal punto di vista economico e ridare alla Basilicata un ruolo strategico.
re centralità ai territori, alla partecipazione e alla concretezza, con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’esperienza civica in una nuova proposta politica capace di incidere realmente sul futuro del Paese.


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